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SINECHIE VULVARI E COME GESTIRLE

COSA SONO LE SINECHIE VULVARI

Con “sinechie vulvari” ci riferiamo alla fusione delle piccole o grandi labbra della vagina, che di solito si verifica nelle bambine al di sotto dei 2 anni, ma può interessare fino al 2% delle bambine da poco dopo la nascita all’età prepuberale. So che, buttata giù in questo modo, vi potrebbe spaventare, perché la parola “fusione” sembra descrivere una chiusura senza ritorno, ma non è così, e presto vi spiegherò perchè. 

Quello che deve essere chiaro è che non si tratta di un difetto congenito, cioè non è dovuto ad una malformazione alla nascita o ad un difetto nello sviluppo embriologico, la fusione avviene infatti dopo la nascita. 

PERCHÉ POSSONO GENERARSI?

Sembra che ci sia una relazione con il basso livello di estrogeni in alcune bambine predisposte, che porta alla diminuzione del trofismo della mucosa vaginale e favorisce la fusione delle piccole labbra. In alcuni casi possono essere coinvolti anche altri fattori infiammatori locali: la scarsa igiene, il ristagno di feci e di urine, o l’uso di detergenti aggressivi o la nostra vecchia nemica, la dermatite da pannolino. 

Molto spesso la fusione delle labbra avviene proprio vicino al clitoride. L’adesione labiale è costituita da un sottile tessuto fibrotico, che può variare dall’essere una piccola fusione parziale a una fusione completa che occlude l’orifizio vaginale. Nella maggior parte dei casi sono sinechie parziali, cioè non c’è coinvolgimento del meato urinario (l’apertura che ci permette di fare pipì): anche se magari non riusciamo a vederlo, il piccolo foro attraverso il quale l’urina fuoriesce riesce comunque a fare il suo lavoro. 

QUALI SONO I SINTOMI?

Nella maggior parte dei casi sono asintomatiche, cioè le bimbe non se ne accorgono, non hanno alcun sintomo e le osserviamo durante una visita di routine. Altre volte possono presentarsi irritazioni locali o, alla peggio, infezioni urinarie ricorrenti. 

COME SI TRATTANO?

Esistono diversi trattamenti, ma se non si hanno sintomi si può tranquillamente aspettare a metterli in atto. È importante mantenere una buona igiene genitale quotidiana, ricordando che durante la pulizia nel cambio di pannolino la direzione della mano è dalla parte anteriore della vulva verso l’ano, per non contaminare i genitali con resti delle feci. Si può premere leggermente con la salvietta o con un po’ di vaselina quando si pulisce, poco a poco e molto delicatamente. 

A volte possono persistere durante anni. Finché sono senza sintomi, non è necessario trattarle. La maggior parte delle aderenze labiali si risolvono spontaneamente entro un anno: fino all’80% si risolve senza alcun trattamento. Se ci avviciniamo all’età puberale,  situazione davvero eccezionale, allora dovremo intervenire.

Se ad un certo punto iniziasse con qualche sintomo (prurito, irritazioni, infezioni urinarie..) e decidiamo che è il momento di trattare, ci sono diverse possibilità a considerare. Cerco di darvi tutte le informazioni possibili:

  1. Esistono creme a base di estrogeni che sono efficaci nel 45-75% dei casi se applicate entro i 3 anni di età. Questo trattamento può avere effetti secondari come la crescita del seno o la pigmentazione e l’oscuramento dei genitali, effetti che scompaiono quando il trattamento viene sospeso.
  2. Per evitare questi effetti collaterali, risultati simili sono stati ottenuti con creme a base di corticosteroidi (Betametasone 0,05%). Il tasso di ricaduta con entrambi i trattamenti (corticosteroidi ed estrogeni) varia tra il 10 e il 40%.
  3. Quando il trattamento medico (creme) non è efficace o ci sono recidive verrà eseguita la separazione chirurgica. Per evitare ricadute, in questo caso si consiglia di applicare una crema estrogenica nei 5 giorni successivi. La gestione chirurgica viene solitamente eseguita in anestesia generale e consiste in una leggera trazione che consenta la corretta apertura.

Per quanto riguarda il trattamento médico, cioè le creme citate nel punto 1 e 2, non esiste una durata precisa del trattamento attualmente raccomandata; pertanto, si consiglia la durata più breve che risolva l’adesione. Il trattamento topico viene solitamente eseguito una o due volte al giorno per un massimo di 6 settimane. Alcuni autori hanno raccomandato la gestione topica per un massimo di tre mesi.

Ogni caso va considerato singolarmente, e il vostro pediatra valuterà la vostra specifica situazione e vi orienterà sul miglior trattamento per la vostra piccola.

Per scrivere questo post, oltre a ricordare le mie bellissime piccole pazienti e le chiacchierate con i loro genitori in merito all’argomento, ho fatto riferimento ad una recente attualizzazione del NCBI americano, a cui potete dare un’occhiata qui.

Spero anche oggi di avervi aiutato e vi auguro una splendida settimana! A presto!

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