-Prendersi cura di sé è necessario per prendersi cura degli altri, alias SELFCARE per genitori –
Dopo la diretta con Nicoletta (@ilfilodelpercorso), ho pensato che fosse bello riassumere sulla carta qualcuno dei concetti del prendersi cura di sé di cui abbiamo parlato, per chi avesse più agio nel leggerli in un momento di tranquillità. Se aveste voglia di approfondire, continuate a leggere!
Prendersi cura di sé – IL VIAGGIO
Proprio per introdurci a quest’argomento vorrei cominciare con un esempio molto efficace.
Sappiamo che ogni persona, mamma o papà, nel momento in cui diventa genitore comincia un viaggio, che sarà più o meno avventuroso a seconda delle cose che succedono nella vita. In ogni viaggio ci sono diverse fasi e non mancano imprevisti o momenti difficili.
Immaginiamoci il tipico tragitto in aereo, siamo in viaggio da un po’ e cominciano ad esserci turbolenze che si fanno così intense che all’improvviso la maschera dell’ossigeno cade dall’alto: il primo istinto, per molti, sarebbe quello di metterla prima al bambino, vero?

Ma è vero o no che nelle istruzioni sulla sicurezza ciò che viene raccomandato prima di ogni volo è di indossare noi per primi la maschera?
Diciamo che nel quotidiano è proprio questo quello che succede: vogliamo essere presenti sempre, al 100%, pensando che in questo modo stiamo offrendo il meglio di noi, ma ricordiamoci che possiamo offrire agli altri solo ciò che portiamo dentro:
- Non possiamo offrire comprensione se non ascoltiamo anche le nostre necessità
- Non possiamo offrire allegria se ci sentiamo esausti
- Non possiamo trasmettere calma se dentro di noi proviamo un’intensa frustrazione
Se la stanchezza accumulata ci fa riempire il nostro zaino emotivo di emozioni negative, queste appariranno poi in casa in forma di discussioni, arrabbiature, mancanza di comprensione ed affetto.
Tutti ci sentiamo esausti in determinati momenti. Ma la differenza tra chi sa prendersi cura di sé e chi ancora no, è che le persone che sanno prendersi cura di sé si ricordano che devono indossare per prime la maschera dell’ossigeno.
È vero che ci sono momenti della vita del bebè in cui l’attenzione che richiede è quasi costante, ma anche in questi momenti possiamo fare qualche piccola cosa che ci aiuta a prenderci cura di noi, e che ci fa sentire bene.
Ricordiamoci sempre l’esempio dell’aereo: è importante respirare ossigeno per poter tramettere il meglio di noi.

Prendersi cura di sé: QUANDO?
I momenti in cui ci sentiamo esausti sono quelli in cui dobbiamo trovare del tempo per ricaricarci. Ma è vero che è molto frequente nel quotidiano, se accade qualche imprevisto, che il primo tempo che siamo portati a sacrificare è proprio quello che volevamo dedicare a noi stessi.
Quindi, oltre a chiedere un cambio (se abbiamo questa fortuna) al partner, al nonno, alla nonna, all@ zi@ o al/la migliore amic@, vi consiglio di cuore di organizzare degli spazi in agenda per prendervi cura di voi.
Ma cosa facciamo se non abbiamo questo tempo per ricaricarci? Per chi ha grande bisogno d’aiuto e di tempo non ne ha, non ho purtroppo una formula magica. Ma qualcosa che può servire è il pensiero che tutto questo passerà: i momenti di stress, di angoscia, di sveglie multiple notturne senza quasi avere il tempo di mangiare o farsi la doccia… Tutto questo passerà: è un’idea semplice ma molto potente, perché ci aiuta a renderci conto che questa sofferenza e questa stanchezza sono passeggeri. Ci aiuta in un certo senso anche a mettere in prospettiva questi anni che dedichiamo all’accudimento e alla crescita dei bambini quando sono completamente dipendenti da noi adulti: sono in realtà pochi e molto concentrati! Capire che quello che stiamo vivendo è una situazione passeggera, e che questi momenti non torneranno a presentarsi una volta passati, può aiutarci a trovare la forza e l’energia necessaria per essere presenti nel quotidiano.

Ovviamente questi pensieri non sono la soluzione della selfceare, ma sono strumenti utili quando non abbiamo altre vie d’uscita.
Ora parliamo invece di qualche strategia per per prenderci cura delle nostre emozioni e nel nostro sistema nervoso:
Prendersi cura di sé: LE EMOZIONI
Prima di tutto è importante sapere che ogni genitore sperimenta emozioni negative come la colpa, l’insicurezza, senso di inferiorità e che queste aumentano all’aumentare della stanchezza accumulata. È normale che si liberino tali emozioni: prendersi cura dei bambini è un lavoro molto duro e a volte la stanchezza ci porta a questi sentimenti trappola.
Un pensiero che può aiutarci a metterli da parte, è un’idea anche qui, molto semplice ma anche molto potente: spesso la nostra sensazione della giornata vissuta non ha niente a che vedere con l’esperienza che invece sta avendo il bambino con la sua visione del mondo. Ad esempio, quando abbiamo la sensazione che non ci stiamo organizzando bene, che gli imprevisti sono all’ordine del giorno, che è una settimana che stiamo improvvisando tutte le cene, che ci dimentichiamo la lista della spesa quando andiamo al supermercato e nella nostra testa sentiamo un grumo di sensazioni spiacevoli, ricordiamoci che i bambini non vedono questo! Non vedono i nostri dubbi, lo stress, la frustrazione, la mancanza di organizzazione: quello che vedono è il loro piatto pieno!
I bambini non ricorderanno i momenti in cui non abbiamo giocato con loro, ma quelli in cui l’abbiamo fatto: per un bambino, quello che fanno la sua mamma e il suo papà, sono sempre il top!

Un’altra cosa importante è chiederci.. quali sono le nostre fonti di energia? Cos’è che ci riaccende la voglia di vivere quando siamo particolarmente esausti? Anche dal punto di vista emotivo esistono vere e proprie fonti di energia che ci aiutano a riequilibrare la nostra mente ed offrirci benessere. Possono essere persone, posti o attività: in loro compagni ci sentiamo in un modo speciale, dimentichiamo il resto e riusciamo più facilmente a connetterci con ciò che ci fa stare bene. Esistono 3 tipi di fonti:
- Le persone-fonte: sono persone che ci offrono una borraccia nel deserto, hanno proprio la capacità di idratarci. Di solito sono due tipi di persone: quelle che condividono il nostro stato emozionale, sono cioè nella nostra stessa situazione o l’hanno vissuta in precedenza, come altri genitori ad esempio. O sono persone che ci ricordano i momenti in cui siamo stati spensierati. Persone con abbiamo condiviso molti momenti prima di diventare genitori: amici di scuola, amici di sempre. Quelle con cui magari non condividiamo il quotidiano ma con cui ci sentiamo estremamente a nostro agio, senza bisogno di dare spiegazioni.
- I posti-fonte: posti in cui abbiamo passato una parte della nostra infanzia o dei momenti felici o semplicemente, che ci fanno dimenticare il resto: può essere ad esempio il paese dove andavamo in vacanza d’estate, o il quartiere dove vivevamo in università, o il bar dove andavamo a fare l’aperitivo con gli amici.. Ci aiutano a riconnetterci con quell’allegria, quella vitalità che avevamo in quella fase della nostra storia.
- Le attività-fonte: quelle ci fanno perdere la nozione del tempo, in cui non facciamo fatica a concentrarci e quando le terminiamo ci sembra incredibile che sia passato così tanto tempo! Questo tipo di attività cambia radicalmente il nostro umore e anche dal punto di vista scientifico è dimostrato che sul lungo termine migliorano la nostra soddisfazione vitale, il nostro grado di felicità. Per ognuno sarà diversa: sport, cucire, cucinare…Quando programmiamo il tempo per noi, non dimentichiamoci di trovare tempo per qualcuna di queste attività.

Prendersi cura di sé: IL NOSTRO SISTEMA NERVOSO
- Sonno: è il più grande regolatore del nostro sistema nervoso. È l’attività umana che restaura al meglio l’equilibrio corpo-mente. Contribuisce a migliorare il nostro umore, concentrazione, motivazione. Io non ho figli, ma ho fatto guardie per quasi 10 anni (tra l’altro le guardie in Spagna sono da 24 ore) per cui so perfettamente cosa sia la privazione di sonno con tutti i suoi effetti collaterali: ridotta soglia di tolleranza, senso di insoddisfazione, insicurezza, aumento della fame…… Insomma, andiamo al dunque che mi sta già venendo l’ansia: cosa possiamo fare per aumentare le nostre ore di sonno?
- Andare a dormire subito quando i bambini si addormentano: le prime ore di sonno dei bambini tendono ad essere le più continue, dunque il nostro sonno più riparatore. Questo a volte ci fa sacrificare il tempo di relax e distrazione di cui anche abbiamo bisogno, magari per stare con il partner o semplicemente vedere una serie che ci piace. Non voglio mettere il dito nella piaga! Voglio solo ricordare che dormire è molto più riparatore di qualunque altra attività di svago.
- Condividere il letto con i bambini per evitare di alzarsi diverse volte la notte se sono bimbi che in questa fase si svegliano spesso
- Alternarsi con il partner nel dare i biberon, se l’allattamento è con formula e il bambino prende ancora qualche biberon notturno
- Disintossicazione digitale: cercare di ridurre il tempo di uso del telefono, evitandone l’utilizzo almeno due ore prima di andare a dormire. Può aiutare mettere in carica il telefono fuori dalla stanza in cui si dorme.
- Ed ora vi propongo 4 esercizi brevi (di 5-10 minuti) per riposare la mente e ristabilire l’equilibrio in quei momenti di stress accumulato, quando non avete tempo per riposare o prendervi del tempo per qualche attività che richiede più impegno (es. yoga o meditazione). Sono esercizi ideali se ci sentiamo stanchi a metà pomeriggio, o per quei giorni in cui non siamo riusciti a dormire bene:
- Chill out: 5-10 minuti di sul divano o sul letto sdraiati, lasciando i bambini con un altro caregiver o se non l’abbiamo, vi autorizzo ad accendere la tv per distrarli con un mini-cartone. Chiudete gli occhi e siate capaci di fermarvi anche per soli 5 minuti, può fare la differenza.
- Esercizi di respirazione: respirazioni profonde e lente stimolano il nostro sistema limbico, la parte del cervello che connette le emozioni con il corpo, permettendoci di sintonizzare corpo e mente, cosa che ci fa sentire più tranquilli e rilassati.
- Interazione sociale: chiamamo un amico, un familiare. Sentire la voce o intrattenere una conversazione con una persona vicina, libera endorfine che riducono il livello di stress.
- Sensazioni piacevoli: se vi piace l’idea, l’aromaterapia ha i suoi benefici: accendere ad esempio una candela profumata può piacere voi e ai vostri bambini. I profumi piacevoli stimolano il sistema limbico, proprio come gli esercizi di respirazione. Può sembrare curioso ma anche il canto stimola il nostro nervo vago attraverso la coordinazione respiro-cervello-muscoli (ricordate l’espressione – canta che ti passa!?) Una buona risata: due chiacchiere con quell’amico che sa farti ridere, o guardare un programma o uno sketch comico o una puntata di una serie divertente quando magari i bambini sono già a nanna. Ridere abbassa i livelli di cortisone, l’ormone dello stress, e aumenta le endorfine.

Se vi foste persi la diretta con @ilfilodelpercorso, ecco qui il link per poterla ascoltare tranquillamente.