Vademecum per un sistema immunitario da urlo
Care famiglie,
Alzi la mano chi riconosce questa scena: “Dottoressa sono 2 mesi che ha la febbre, il muco o la tosse ogni due per tre, non è che gli manca qualche vitamina?”
Avete ragione, in inverno i virus sono davvero sempre in agguato e ci sono momenti di disperazione in cui ci chiediamo, legittimamente, MA NON POSSO FARE QUALCOSA PER EVITARE QUEST’INFERNO?
Soprattutto nei primi anni di scolarizzazione di un bambino (parliamo di asilo o del primo-secondo anno di scuola materna), le infezioni respiratorie delle alte vie sono quasi continue, in particolare in inverno. I genitori alle prime armi sono quelli più preoccupati, mentre chi è già al secondo figlio è più tranquillo: ha visto che portando pazienza, non avendo ottenuto sciroppi magici dal pediatra, tutto si è risolto: sentono che stanno camminando su un terreno già battuto.
È vero, ci sono bambini che non si ammalano quasi mai, così come ci sono mamme che non hanno problemi con l’allattamento e bebè che dormono 12 ore filate tutte le notti.. e poi ci sono bimbi che fanno tutte queste cose insieme.. sono entità quasi mitologiche per la loro rarità, ma esistono.
A parte gli scherzi, vi rispondo con una domanda: sapete che i bambini possono presentare fino a 10-12 episodi di quadri infettivi “banali” in un anno? Per di più, tendono a concentrarsi tutti nei mesi invernali!
Ciò che più genera disperazione è una situazione frequentissima, si concatena un’infezione con l’altra: non ci si è ancora ripresi da un raffreddore ed eccoci entrare in una gastroenterite, e proprio quando le feci tornano ad essere normali taaac.. si comincia col mal d’orecchio. Ed è lì che le case farmaceutiche vedono l’affare! Prodotti colorati, con promesse audaci di aumentare le difese, di passare l’inverno senza raffreddori. E da lì a pensare “Male non faranno..” il passo è breve, siamo tutti tentati da frasi in “medichese” che ci offrono proprio quello di cui abbiamo bisogno: il conforto che il pediatra sembra averci negato.
Ma la vera domanda è… i bambini hanno davvero bisogno di avere le difese, permettetemi l’espressione, “dopate contro virus”? Perché come pediatra, credo che quello di cui un bambino ha bisogno è di avere il tempo di far maturare il suo sistema immunitario, entrando in contatto con i virus dell’ambiente. Ovviamente, garantendo le cure necessarie per guarire da un’infezione: stare in casa fino a quando la febbre non passa o fino a quando non si sente del tutto bene, gli antipiretici se ce n’è bisogno ed infine, the last but not the least, tempo e pazienza: il 99% migliorerà con queste semplici misure, ve lo prometto!
Lasciate che vi dia un consiglio: se il vostro bambino si ammala “sempre”, prima di comprare sciroppi in farmacia, fate un giro dal vostro pediatra! Il vostro bambino e il vostro portafoglio ne otterranno grandi benefici!
Allora non esistono bambini con problemi del sistema immunitario? Certo che sì, esistono le immunodeficienze che sono proprio malattie del sistema immunitario e che sono davvero rare nella popolazione infantile. Normalmente hanno una causa genetica: i bambini nascono con un problema nel produrre le cellule addette alla difesa o gli anticorpi (immunoglobuline), che ci difendono dalle infezioni. Questi bambini difficilmente saranno del tutto sani: molto spesso si assocerà un difetto nella crescita, o numerosi ricoveri ospedalieri, o potrebbero presentare infezioni che non hanno un’evoluzione normale, avendo la necessità di ricorrere continuamente ad antibiotici per una corretta guarigione.
Esistono alcuni segni clinici che possono aiutarci a sospettare una immunodeficienza primitiva (la terminologia più recente è “errori innati dell’immunità”).. quali sono? Eccoli:
Mi raccomando, se vi riconoscete in qualcuna delle situazioni esposte nell’immagine, parlatene con il vostro pediatra. Alcuni semplici esami di primo livello, come un emocromo con formula leucocitaria, il dosaggio delle immunoglobuline sieriche e la risposta anticorpale ai vaccini, ci permettono di fare uno screening iniziale.
Ma ora, ci tengo davvero a fare un bel riassuntino di tutto quello che possiamo fare perché i vostri bambini siano nella miglior situazione possibile per far fronte alle malattie stagionali:
1. Allattamento al seno almeno per i primi 6 mesi pliz! Sapete che ho un’attenzione speciale per questo argomento: la sensibilità del mondo medico al riguardo è molto migliorata negli ultimi anni, ma per troppo tempo siamo stati vittime dell’industria alimentare e di false idee sulla superiorità della formula artificiale. Non è così: è meglio il latte materno, ovviamente senza che i genitori che offrono/hanno offerto latte formulato si sentano in colpa. Ci sono alcune (pochissime) eccezioni in cui proprio l’allattamento materno non è possibile, ma non dobbiamo attaccarci a queste per fare di ogni erba un fascio. È importante sapere, proprio come strumento decisionale, che l’allattamento al seno esclusivo ha dimostrato essere protettivo nei confronti di diverse patologie dell’infanzia.
2. Abitudini sane:
- Una dieta sana è la prima medicina: una dieta equilibrata e in cui siano rappresentati tutti i gruppi di alimenti (frutta, verdura, cereali, grassi, cibi proteici, cereali, frutta secca e semi oleaginosi..) è fondamentale. Le vitamine ed i micronutrienti hanno dimostrato un’attività protettiva contro le infezioni, ma non c’è bisogno di integrazioni, mangiando sano gli integratori non sono necessari! Cerchiamo di limitare al massimo i cibi processati e prediligiamo i prodotti freschi, meglio se di stagione. La microbiota intestinale ha un importante ruolo immunitario, e trae beneficio delle nostre buone abitudini alimentari e fisiche. Se volete saperne di più leggete questo bellissimo post di amicopediatra.
- Attività fisica: non dimentichiamola, almeno un’ora al giorno nei bambini in età scolare. E non lo dico io, lo dice la OMS!
- Dormire a sufficienza: è una priorità! Sapete che il numero di ore di sonno necessarie per una crescita corretta e per aiutare il sistema immunitario cambiano nel tempo? cerchiamo di garantirle sempre, soprattutto in adolescenza, quando il sonno è più bersagliato che mai dalle ore passate al telefonino/tablet/schermi. Se non avete ancora letto il post che ho scritto sul sonno ve lo consiglio, qui il link.
3. Laviamoci spesso le mani: per favore, non dimentichiamoci la lezione che ci ha dato il COVID19! Insegnate al vostro piccolo a lavarsi le mani dopo aver starnutito, tossito ed essere andato in bagno. Lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 15-20 secondi rimuove batteri e virus ed è un’abitudine che è importante imparare fin da piccoli.
4. Manteniamo aggiornato il suo (e il nostro!!) calendario vaccinale. Ovviamente seguiamo le vaccinazioni di routine che il vostro pediatra vi consiglierà. Se il vostro bambino ha un’età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni o fa parte di una categoria di rischio (asma, diabete o malattie croniche di lunga durata), o ha cominciato presto il nido, raccomandiamo il vaccino antinfluenzale ogni anno. Il merito della vaccinazione antinfluenzale non è tanto quello di prevenire l’influenza nella sua forma classica (che avviene nel 30% dei casi), ma piuttosto di contribuire a ridurre il rischio di ricoveri del 50%. Leggete questo post dell’anno scorso per saperne di più.
5. Educazione: non portiamo i bambini a scuola con la febbre o quando sono ancora contagiosi! Qui vi lascio un documento che io utilizzo sempre per raccomandare o meno l’esclusione scolastica dei bambini, e i tempi necessari per smettere di essere contagiosi e poter tornare a scuola in tutta tranquillità. È vero, è in spagnolo, ma l’equivalente italiano che ho trovato nel web è meno completo. Sono sicura che con google translate saprete fare miracoli!
E infine ripassiamo quei prodotti di cui abbiamo sentito parlare e che possono generarvi qualche dubbio:
- Probiotici: nei bambini hanno dimostrato efficacia solo nella terapia della diarrea. Tra l’altro non tutti, solo alcuni: Lactobacillus GG, Saccharomyces boulardi, Lactobacillus reuteri DSM 17938 y Lactobacillus acidophilus LB (qui e qui la bibliografia). Non hanno alcun effetto dimostrato nel migliorare le difese in pediatria.
- I “medichesi” (o almeno come a me piace chiamarli): mi riferisco a quei prodotti, non parlo solo di sciroppi, possono essere anche yogurt, cereali o succhi! che iniziano o finiscono con “inmuno” o con tanti bei colori, che garantiscono un alfabeto di vitamine e che chiaramente sfoggiano l’etichetta “migliora il sistema immunitario!”. Non servono, salvo a svuotare le vostre tasche in piena legalità.
- Omeopatia: l’evidenza scientifica al momento attuale non è sufficiente per raccomandarla. In Australia, in seguito ad un grande metanalisi del 2014 che non ha scoperto alcuna superiorità del placebo rispetto alle terapie omeopatiche, è stata proibita (qui il report). Rivedendo questo argomento mi sembra di aver capito che il governo australiano sta facendo tornare la scienza sui suoi passi.. ma le informazioni che ho trovato sono un po’ confuse al momento. Vedremo come andrà!
- Miele: nei bambini al di sopra dei 12 mesi (prima va evitato per il rischio di botulismo e perché si tratta comunque un altro nome dello zucchero) può migliorare la tosse irritativa, molto meglio di qualunque altro antitussigeno: inutile comprare uno sciroppo al miele se abbiamo accesso al miele stesso, molto più naturale e meno processato! Non dimentichiamo però, che il miele è sempre un altro nome dello zucchero, per cui bisogna lavarsi i denti dopo, a maggior ragione se si va subito a dormire!
- Echinacea, pappa reale: non abbiamo sufficiente evidenza per raccomandarle.