Care famiglie, con l’inverno alle porte, cresce l’attenzione verso la salute dei più piccoli, soprattutto per prevenire le infezioni respiratorie. Tra queste, la bronchiolite è sicuramente una delle più preoccupanti. Quest’anno, però, c’è una novità importante: anche in Italia stiamo finalmente cominciando a parlare di un vaccino che è in grado di proteggere i più piccoli da questa temibile infezione. Ho riassunto in questa guida le info principali che credo sia importante che conosciate.. cominciamo subito!
Attenzione, queste sono informazioni generali. Ciascuna regione organizzerà l’attività e attuerà il programma di prevenzione in base alle proprie previsioni e risorse. Se sei residente in Lombardia, scorri fino alla fine dell’articolo, ci sono info specifiche!
CHE COS’È LA BRONCHIOLITE?
La bronchiolite è un’infezione delle piccole vie aeree (bronchioli) dei polmoni. Tale infezione causa un’infiammazione e dunque un restringimento del lume delle vie respiratorie, dovuto all’edema delle pareti e alla produzione di muco, che rende difficile il passaggio dell’aria nei polmoni. Ciò che noi osserviamo dall’esterno è principalmente una difficoltà respiratoria, che si accompagna a tosse persistente, febbre, produzione di muco e, soprattutto nei più piccoli, difficoltà nell’alimentazione. Nei casi più gravi, può richiedere il ricovero ospedaliero e il supporto respiratorio.
È FREQUENTE?
Oltre il 60% dei bambini contrae il virus respiratorio sinciziale (VRS) entro il compimento di 1 anno di età, e quasi tutti si infettano almeno una volta entro il compimento dei 2 anni di età. Nel mondo si valuta che l’infezione da VRS colpisca annualmente milioni di neonati e bambini. Pensate che il 15-20% di tutti i ricoveri nella fascia di età inferiore ai due anni è dovuto proprio alla bronchiolite, rappresentando così una delle principali cause di ospedalizzazione per neonati e bambini piccoli nel mondo. Il picco di ospedalizzazione è all’età di 2-3 mesi e a volte è necessario il trasferimento in terapia intensiva neonatale o pediatrica. Qualche numero su scala nazionale: in Italia si stima che oltre 80.000 bambini nel primo anno di vita vengano visitati in ambulatorio per cause legate all’infezione da VRS; circa 15.000 di essi necessitano dell’ospedalizzazione e circa 3000 di ricovero in terapia intensiva.
QUAL È LA CAUSA PRINCIPALE DELLA BRONCHIOLITE?
La causa principale della bronchiolite è un’infezione virale. Tra i diversi virus che la possono provocare (Rhinovirus, Metapneumovirus, coronavirus, Parainfluenzavirus..), il più comune è il virus respiratorio sinciziale. L’VRS è altamente contagioso e si diffonde facilmente attraverso le goccioline respiratorie, trasmesse da tosse o starnuti. In Italia la stagione epidemica per questa malattia va da novembre a marzo, registrando generalmente il suo picco tra dicembre-febbraio per concludersi tra marzo-aprile. Complessivamente la durata è solitamente di circa cinque mesi.
ESISTONO DEI FATTORI DI RISCHIO CHE PREDISPONGONO ALLA BRONCHIOLITE?
Il virus respiratorio sinciziale viene spesso definito “democratico” perché può colpire bambini di qualsiasi classe sociale o background, senza distinzione: circa il 90% delle ospedalizzazioni per VRS riguarda bambini nati sani e a termine del periodo gestazionale. I principali fattori di rischio di Infezione sono la stagionalità, l’età inferiore ad un anno e fattori sociali e ambientali, come il precoce inserimento in comunità/nido e vicinanza a soggetti fumatori. L’allattamento al seno è protettivo per le infezioni da VRS e va sempre incentivato. Altri fattori di rischio, in particolare della infezione severa, sono: la nascita pretermine, la cardiopatia congenita, la displasia broncopolmonare, specifiche e gravi patologie che determinano deficit immunitario e neuromuscolare.
Ma il vero take home message è che tutti i bambini sotto i due anni, indipendentemente dal contesto sociale, sono vulnerabili all’VRS. In particolare i bambini sotto l’anno di vita, e tra questi soprattutto quelli sotto i 3 mesi di vita sono quelli più a rischio di ospedalizzazione.
QUALI SONO LE COMPLICANZE SUL LUNGO TERMINE DELL’INFEZIONE?
Diversi studi hanno evidenziato una relazione tra l’aver avuto un episodio di bronchiolite nel primo anno di vita, soprattutto causato dall’VRS, e un aumento del rischio di sviluppare asma nei durante l’infanzia e oltre. Sebbene non tutti i bambini che contraggono la bronchiolite sviluppino asma, circa il 70% dei bambini che hanno avuto bronchiolite da VRS va incontro a broncospasmo ricorrente negli anni successivi e quasi il 50% sviluppa asma bronchiale.
COS’È QUESTO NUOVO VACCINO?
Il nuovo vaccino contro l’VRS rappresenta una svolta importante nella prevenzione della bronchiolite nei lattanti. Questo vaccino, chiamato Nirsevimab e distribuito dalla casa farmaceutica Sanofi (in collaborazione con AstraZeneca) con il nome di Beyfortus, è stato approvato recentemente in diversi paesi. In realtà lo chiamiamo impropriamente vaccino, ma dovremmo parlare di anticorpo monoclonale, e vi spiego la differenza: i vaccini, in generale, sono sostanze che, una volta iniettate, fanno sì che l’organismo sviluppi una risposta immunitaria attiva, mentre l’anticorpo monoclonale Nirsevimab offre una protezione passiva, fornendo anticorpi specifici contro il virus senza dover “insegnare” al sistema immunitario a produrli da solo.
IN CHE MODO AGISCE NIRSEVIMAB?
Nirsevimab agisce come uno scudo contro il virus respiratorio sinciziale (VRS), legandosi a una parte specifica del virus chiamata proteina F. Questa proteina è essenziale per permettere al virus di entrare nelle cellule respiratorie del bambino. Quando Nirsevimab si lega alla proteina F, impedisce al virus di attaccare le cellule e di moltiplicarsi. E la cosa meravigliosa è che, trattandosi di un anticorpo monoclonale, protegge immediatamente, senza che il sistema immunitario del bambino debba ancora sviluppare una risposta propria.
È UN “VACCINO” SICURO?
Sì, il vaccino ha superato diversi studi clinici, dimostrando un eccellente profilo di sicurezza. Come per tutti i vaccini, la sicurezza è stata una priorità durante lo sviluppo, e i risultati degli studi indicano che gli effetti collaterali sono generalmente lievi e temporanei. L‘ EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) e la FDA (Food and Drug Administration) hanno approvato Nirsevimab rispettivamente nel 2022 e nel 2023.
PER CHI È PREVISTA LA VACCINAZIONE?
Da scheda tecnica, l’uso è approvato fino ai due anni di età, ma al momento il target delle campagne vaccinali sono i bambini sotto l’anno di vita, in quanto le complicanze dell’infezione da VRS sono maggiori in questa fascia d’età. Sarà raccomandato per tutti i neonati alla nascita o per coloro che entrano nella stagione epidemica dell’VRS (autunno e inverno). Sarà particolarmente importante per i bambini prematuri, quelli con malattie cardiache congenite o problemi polmonari cronici.
SI PUÒ SOMMINISTRARE INSIEME AD ALTRI VACCINI?
Sì, Nirsevimab può essere cosomministrato con tutti i vaccini previsti per l’infanzia o in alternativa somministrato a qualunque distanza temporale dai vaccini per l’infanzia.
E SE IL MIO BAMBINO HA GIÀ AVUTO LA BRONCHIOLITE?
Nirsevimab può essere somministrato anche se il bambino ha già avuto la bronchiolite, in quanto fornisce protezione contro l’VRS: la sua somministrazione è mirata a prevenire future infezioni o reinfezioni, che possono comunque verificarsi. Anche dopo un episodio di bronchiolite, il bambino rimane a rischio di essere nuovamente infettato dell’VRS, quindi l’immunizzazione con Nirsevimab può ancora offrire un’importante protezione.
CI SONO EFFETTI COLLATERALI?
Effetti indesiderati non comuni possono essere eruzioni cutanee, reazioni in sede di iniezione o febbre. La frequenza di tali effetti è di gran lunga inferiore rispetto a quelli causati dagli altri vaccini della prima infanzia.
PER QUANTO TEMPO PROTEGGE IL BAMBINO?
Il vaccino contro l’VRS offre una protezione per tutta la stagione epidemica, che dura generalmente da 5 a 6 mesi, coprendo così il periodo di maggior rischio per il bambino. Una singola dose di Nirsevimab è in grado di fornire protezione per l’intera stagione invernale, quando il virus è più diffuso. Tuttavia, la protezione diminuisce gradualmente nel tempo, quindi sarà necessario rivalutare la somministrazione per ogni stagione successiva, anche se al momento non vi sono direttive ufficiali da parte del SSN.
QUALI ALTRE MISURE RIDUCONO LA TRASMISSIONE DEL VIRUS?
1. Lavaggio frequente delle mani.
2. Coprirsi la bocca o il naso con l’incavo del gomito con tosse e starnuti (non con le mani).
3. Utilizzare fazzoletti di carta usa e getta (e buttarli!!).
4. Non portare i bambini all’asilo mentre sono malati.
5. Evitare che gli adulti con infezioni respiratorie si avvicinino al bambino, anche se si tratta solo di un lieve raffreddore.
6. Limitare le visite ai neonati, soprattutto in autunno e inverno. Se ciò non può essere evitato, si consiglia l’uso di mascherine.
7. Evitare l’esposizione al fumo di tabacco e agli ambienti affollati.
8. L’allattamento al seno è protettivo.
9. Lavare frequentemente giocattoli, oggetti che utilizzate spesso, vestiti..
E’ POSSIBILE VACCINARE LA MAMMA IN TERZO TRIMESTRE PER PROTEGGERE IL BAMBINO?
Esiste un vaccino pensato per le donne incinta (da somministrare in terzo trimestre) e gli anziani al di sopra dei 60 anni, l’Abrysvo, ma al momento la strategia pensata per la protezione dei bambini più piccoli è con Nirsevimab.
E IN LOMBARDIA?
L’avvio della campagna di immunizzazione è previsto per l’1 novembre 2024.
Il target della campagna sono i bambini nati a partire dal 01/01/2024, in particolare:
Bambini nati dal 01/11/2024 fino al 31/03/2025:
- La profilassi viene erogata dai punti nascita prima della dimissione dall’ospedale.
- Nel caso in cui il bambino non venga vaccinato presso il punto nascita, l’immunizzazione viene erogata dal centro vaccinale di competenza contestualmente alla prima dose di esavalente + pneumococco (come terza iniezione in cosomministrazione)
Bambini nati dal 01/01/2024 al 30/10/2024:
– L’immunizzazione viene erogata dal pediatra di libera scelta (PLS) del bambino tramite chiamata attiva entro il 15/12/2024.
– Nel caso in cui il PLS non aderisca alla campagna di immunizzazione, l’immunizzazione viene erogata dal centro vaccinale di competenza tramite chiamata attiva; nel caso in cui il bambino abbia un appuntamento programmato entro il 15/12/2024 l’immunizzazione può essere erogata assieme alle vaccinazioni già programmate (anche come terza iniezione in cosomministrazione)
FONTI CONSULTATE PER LA STESURA DI QUESTO ARTICOLO:
- Position Paper, a firma di AGOI, AIO, SIGO, FNOPO, SIMP, SIn e SIP, sulla la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale in gravidanza link qui
- Pianificazione campagna di immunizzazione anti-RSV 2024/2025 per i nuovi nati (Protocollo G1.2024.0034305 del 10/09/2024) link qui
- Schede tecniche Beyfortus 50 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita e Beyfortus 100 mg soluzione iniettabile in siringa preriempita.
- Posizione del Board del Calendario Vaccinale per la Vita e della Società Italiana di Neonatologia sul possibile utilizzo di anticorpi monoclonali a lunga emivita per la prevenzione universale delle malattie da Virus Respiratorio Sinciziale (VRS o RSV) nel neonato link qui
- Use of Nirsevimab for the Prevention of Respiratory Syncytial Virus Disease Among Infants and Young Children: Recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices — United States, 2023, DOI: 10.15585/mmwr.mm7234a4
- MINISTERIO DE SANIDAD: RECOMENDACIONES DE USO DE NIRSEVIMAB EN LA TEMPORADA 2024-25 (Comitè asesor de vacunas de la Sociedad española de Pediatría) link qui