Romanzo dell’Ottocento o ventunesimo secolo?
Cari genitori,
Cosa c’entra la scarlattina con il ventunesimo secolo? In realtà c’entra parecchio perché, è molto frequente nei bambini ancora oggi, e in questi giorni in ambulatorio ne sto vedendo moltissimi casi.
È vero che, per come suona, sembra davvero uscita da un libro di storia o da un romanzo dell’ottocento! Chi di voi ha letto il libro di Louisa May Alcott o ha visto la recente versione cinematografica di “Piccole donne” mi ha già capita. La piccola Beth, una delle 4 giovani sorelle, contrae la scarlattina e inizialmente ne guarisce, ma il suo stato di salute si mantiene precario. Si spegne 3 anni dopo per una delle complicanze cardiache a lungo termine di questa infezione, perché non ha avuto accesso a cure antibiotiche (ci pensate? A quell’epoca gli antibiotici non erano stati ancora scoperti!). È una delle parti più angoscianti della storia, e a me ha sempre colpito fin da piccola. Ma non entriamo in panico: grazie agli antibiotici, oggigiorno la scarlattina si cura senza problemi e le sue complicanze a lungo termine in questo modo si prevengono.
Per approfondire l’argomento, mi piace sempre cominciare con un caso reale, così rendiamo tutto più diretto ed intuitivo.
Greta è una bimba di 4 anni: riccioli biondi, di solito entra in ambulatorio timida timida e chiede con un sussurro all’orecchio della mamma se alla fine della visita le regalerò un adesivo. Ma oggi ha le guance molto rosse, e gli occhi stanchi, un po’ lucidi, cammina dietro la mamma con un’energia diversa. Mamma Carla, una ragazza giovane e dolcissima, è visivamente preoccupata, anche lei ha gli occhi stanchi ed arrossati, mi spiega che sono già 3 giorni che Greta ha la febbre, “è arrivata a 39.5ºC dottoressa!”, “le do brufen e paracetamolo ma ogni 4-6 ore ritorna la febbre”. Ha un gran mal di gola, non mangia quasi niente, e ieri all’improvviso le si è arrossato tutto il corpo e a toccarlo “sembra carta vetrata!”. Mi spiega che ha provato a guardarle la gola e ”Anna, mi sono spaventata! Le tonsille sono enormi e rossissime!”
La visito da capo a piedi e tranquillizzo Carla perché il caso è davvero da libro e la diagnosi è semplice: “Greta ha la scarlattina!”. Decido comunque di eseguire un tampone faringeo, che diventa positivo praticamente all’istante. “Carla non si preoccupi, 10 giorni di penicillina e sarà come nuova!”.
Il caso di Greta non è isolato, nell’ultimo mese, ho fatto questa diagnosi almeno una decina di volte. Sono certa che avrete molte domande, ma andiamo con ordine..
CHE COS’È LA SCARLATTINA? È una faringotonsillite acuta, cioè un’infezione acuta della faringe e delle tonsille, che si associa ad un esantema cutaneo. È causata da un batterio chiamato Streptococco Betaemolitico di gruppo A e l’eruzione cutanea è dovuta a una tossina (detta pirogenica) prodotta da alcune famiglie di questo batterio.
QUALI SONO I SINTOMI? Di solito si presenta con una febbre ad esordio improvviso che dura circa 3-5 giorni. Si accompagnano mal di gola, infiammazione delle tonsille e dei linfonodi del collo. Il caratteristico esantema compare dopo poche ore fino a 2 giorni dall’inizio della febbre e consiste in un’eruzione micropapulare diffusa (granelli di dimensioni molto piccole su fondo rosso) che conferisce alla pelle un aspetto a “carta vetrata o pelle d’oca” (proprio come abbiamo visto in Greta). L’eruzione cutanea inizia sul collo e sul viso (rispettando la zona intorno alla bocca) per poi diffondersi al tronco e alle estremità, dall’alto verso il basso. È più intenso nelle pieghe (zone di flessione delle braccia e delle gambe, ascelle, inguine) e può causare prurito. La lingua a volte assume un colore biancastro o può presentarsi molto rossa “a fragola“. L’eruzione cutanea dura dai 3 ai 7 giorni e quando scompare, a volte la pelle si squama. Altri sintomi che possono comparire sono: mal di testa, dolore addominale, brividi, vomito.
COME SI FA DIAGNOSI?
Esistono molti virus che possono causare faringite acuta ed esantema virale, per cui prima di fare diagnosi da soli, è meglio rivolgersi al pediatra. Quando sono presenti i segni caratteristici di cui abbiamo parlato prima è facile fare diagnosi, ma se il pediatra ha qualche dubbio perchè la presentazione non è tipica, può utilizzare un test antigenico rapido o un tampone faringeo per confermare la presenza dello streptococco in faringe. I test rapidi hanno un’elevata specificità per lo streptococco di gruppo A, e di solito vengono utilizzati per completare la diagnosi, ma Il tampone faringeo è il gold standard perché ha una migliore sensibilità (a discapito però, di dover aspettare 48h per sapere il risultato). Qui per saperne di più sul tampone rapido.
QUALI SONO LE COMPLICANZE A LUNGO TERMINE?
Se viene correttamente trattata non c’è pericolo di complicanze, ma prima dell’era degli antibiotici le conseguenze potevano essere gravi, perché si poteva incorrere nella malattia reumatica, i cui effetti più temibili sono a carico del cuore. Per non andare off topic non mi dilungherò su quest’ultima entità (potete dare un’occhiata qui per saperne di più), ma, per chiudere il circolo, la cardiopatia reumatica dev’essere stata proprio la causa della precoce dipartita della giovane Beth di Piccole Donne.
COME SI TRASMETTE? L’infezione avviene attraverso goccioline di secrezioni respiratorie della persona malata o di un portatore sano (un individuo che è portatore di streptococco e non ha sintomi). È più frequente in inverno e in primavera. A proposito, sapete che quando starnutiamo dobbiamo tapparci la bocca con il gomito e non con la mano? C’è chi ne ha fatto anche un rap 🙂
SI PUÒ PRENDERE PIÙ DI UNA VOLTA?
Ebbene sì, avere la scarlattina una volta non ci protegge da infezioni future. Non si può nemmeno prevenire con un vaccino. Come sempre, una buona routine igienica ci aiuta: laviamoci spesso le mani, soprattutto prima mangiare. Evitiamo di metterle in bocca, soprattutto quando sappiamo che non sono pulite.
COME SI CURA?
Come nella tonsillite streptococcica, il trattamento di scelta è un antibiotico, la penicillina per eccellenza, ma per motivi di facilità di dosaggi e vie di somministrazione molto spesso utilizziamo l’amoxicillina. La durata della terapia è di 10 giorni. Misure di supporto come un’adeguata idratazione, antitermici come paracetamolo e brufen sono ovviamente raccomandati per alleviare i sintomi e ridurre la febbre.
QUANDO PUÒ TORNARE A SCUOLA?
Quando la febbre scompare e almeno 24 ore dopo l’inizio del trattamento antibiotico.