Buongiorno cari genitori! Qualche giorno fa dal piccolo sondaggio fatto su instagram, mi avete fatto capire che i riflessi dei neonati erano davvero di vostro interesse. Come darvi torto? è un argomento davvero appassionante! Il neonato già di per sé è un mondo a parte, straordinario e pieno di stimoli, ma i riflessi neonatali incarnano qualcosa di ancora più speciale.
Sono per definizione riflessi innati, arcaici o primitivi e già con queste semplici parole ci sentiamo trasportati ad una dimensione ancor più ampia: ci sembra di parlare non solo dei neonati, ma anche di tutta l’umanità. Siamo infatti di fronte a qualcosa di immensamente potente, che unisce tutti i bebè del mondo in quanto appartenenti alla stessa specie. Tali riflessi seguono una sequenza regolare e comune per tutti gli esseri umani, nonostante le differenze culturali. Andiamo a capire meglio dunque, perchè sono così importanti.

1. L’immaturità del del sistema nervoso del neonato porta all’impossibilità di controllare in modo cosciente gran parte delle funzioni necessarie alla sua sopravvivenza, pertanto è necessario che esistano dei movimenti automatici e stereotipati nell’attesa che piano a piano il sistema nervoso sviluppi strutture più sofisticate (i riflessi posturali) per adempiere a tali funzioni.
2. Se persistono, ricompaiono o sono asimmetrici sono considerati aberranti, e sono un segnale d’allarme per noi pediatri per intervenire in modo tempestivo o per richiedere ulteriori indagini.
3. Nello sviluppo psicomotorio del bambino, il fenomeno chiave è il consolidamento dei circuiti della corteccia cerebrale. La mielinizzazione (la mielina è una sostanza grassa che ricopre i neuroni e che consente una trasmissione molto piú rapida degli impulsi elettrici, necessaria per un corretto sviluppo e maturazione del sistema nervoso) di questi circuiti comincia dentro la pancia della mamma, a 8 mesi di gestazione ed è praticamente completa entro i 2 anni di età. Durante questo periodo, i circuiti neurali hanno una grande plasticità, essendo molto sensibili agli stimoli esterni. L’acquisizione di conoscenze e l’affinamento delle abilità dipende dalle opportunità date al bambino di osservare, copiare e sperimentare con i propri coetanei, nonché dall’interazione tra la propria genetica e l’ambiente che lo circonda. Ogni tassello contribuisce al complesso processo di sviluppo psicomotorio. Nella delicata fase neonatale i riflessi di cui parleremo rappresentano un fattore protettivo, che aiuta il neonato a far fronte al mondo che lo circonda nonostante ancora non presenti la maturità necessaria per sopravvivere in autonomia, cosa che succede alla maggior parte dei cuccioli di mammifero.
Capite allora perchè è così importante nei primi due anni di vita fornire al vostro piccolo dal punto di vista sensoriale, motorio, nutrizionale e affettivo tutti gli input necessari perché il suo sviluppo sia il più completo possibile?

Andiamo quindi ad approfondire quali sono i questi riflessi, che potete divertirvi ad osservare anche voi a casa! A questo proposito, se siete sciolti con l’inglese (ma neanche troppo, perchè questo inglese è davvero comprensibilissimo ed accompagnato da sottotitoli) vi segnalo una pagina dell’università dello Utah, che è davvero una meraviglia: qui potrete trovare non solo i riflessi neonatali, ma anche tante informazioni sullo sviluppo psicomotorio dei vostri piccoli.
1. RIFLESSO DI MORO (qui il video)
È forse il riflesso più spettacolare di tutti, il suo nome è dovuto a chi per primo lo ha descritto, il pediatra austriaco Ernst Moro (per i più nerds, era un grande amico dello scopritore di Escherichia coli, il batterio più famoso del nostro intestino). È presente alla nascita e inizia a scomparire intorno ai 2 mesi di età. Si verifica quando ci sono dei cambi improvvisi di posizione della testa del bambino, di temperatura, o in presenza di un rumore inaspettato. Le gambe e la testa si estendono mentre le braccia vengono sollevate e in fuori con i palmi rivolti verso l’alto e i pollici flessi. Subito dopo, le braccia si uniscono e le mani si stringono a pugno e il bambino piange forte.. insomma fate prima a vedere il video che a leggere la descrizione. Il riflesso di solito scompare ai 3-4 mesi di età, anche se può durare fino ai 6 mesi. L’assenza unilaterale potrebbe significare lesioni dovute a traumi alla nascita (ad esempio, una clavicola fratturata o una lesione del plesso brachiale). Nella storia dell’evoluzione umana, il riflesso di Moro può aver aiutato i bambini ad aggrapparsi alla madre mentre venivano trasportati, se il piccolo perdeva l’equilibrio, il riflesso lo aiutava a riafferrarsi alla mamma.

2. RIFLESSO DI SUZIONE
È comune a tutti i mammiferi ed è presente alla nascita. È legato al riflesso di radicamento e all’allattamento al seno. Induce il piccolo a succhiare istintivamente qualsiasi cosa che tocchi il palato e simula il modo in cui mangia naturalmente. Noi pediatri ce ne approfittiamo, a volte per tranquillizzare il neonato durante la visita, infiliamo un guanto in una mano, e delicatamente inseriamo il mignolo nella bocca del bebè, che inizia a succhiare e si calma come per magia. Tale riflesso si articola in 2 fasi: di espressione, quando il capezzolo viene posizionato tra le labbra e gli tocca il palato, istintivamente il piccolo lo premerà tra la lingua e il palato per estrarre il latte; di mungitura: la lingua si sposta dall’areola al capezzolo, inducendo il latte materno ad essere deglutito.

3. RIFLESSO DELLA CAMMINATA (qui il video)
Il riflesso della camminata o stepping è presente alla nascita, sebbene il piccolo non sia ancora in grado di sostenere il proprio peso. Quando le piante dei piedi toccano una superficie piana, cercherà di posizionare un piede dietro l’altro. Sembra che questo riflesso lo prepari a camminare, sviluppando i muscoli delle gambe e dei piedi, anche se in realtà, in senso pratico non è che sia poi così utile, poichè scompare ai 2–3 mesi di età.

4. RIFLESSO DI GALANT (qui il video)
Quando si accarezza in senso longitudinale la schiena del piccolo, parallelamente alla colonna vertebrale, ma spostati più di lato, il piccolo si incurverà verso quello stesso lato. Anche in questo caso, più facile da vedere che da spiegare. È presente alla nascita e svanisce tra i 4-6 mesi. Prende il nome del neurologo russo Johann Susman Galant. La sua funzione principale, è di sviluppare il senso vestibolare ed aiutare il piccolo a passare attraverso il canale del parto.
5. RIFLESSO DI BABINSKI (qui il video)
Quando la pianta del piede viene accarezzata con decisione, l’alluce si piega verso la parte superiore del piede e le altre dita si aprono a ventaglio. Questo riflesso è normale fino a circa due anni di età. Permette di valutare l’integrazione e il corretto funzionamento del midollo spinale, quindi quando persiste dopo i 2 anni o non compare alla nascita è necessario realizzare ulteriori indagini.

6. RIFLESSO DI PRENSIONE PLANTARE/PALMARE o GRASPING (qui il video)
Accarezzare il palmo della mano del bambino fa sì che chiuda le dita in una stretta, che a volte può farci sorprendere per l’intensità della forza! Il riflesso palmare dura fino a circa 5-6 mesi di età, quello plantare fino a circa 1 anno. Sono dovuti alla bassa mielinizzazione dei tratti corticospinali.

7. RIFLESSO TONICO ASIMMETRICO DEL COLLO (qui il video)
Quando la testa del piccolo viene girata da un lato, il braccio su quel lato è allungato e il braccio opposto si piega all’altezza del gomito. Spesso si parla di posizione della “scherma”. Dura dai 5 ai 7 mesi. Secondo alcune ricerche, sembra che sia un precursore della coordinazione mano-occhio del bambino.
Spero che questo piccolo ripasso vi sia stato utile e già vi vedo coi vostri piccoli a casa, a provare il riflesso della camminata, della scherma e quello di Moro!
Riconoscere nei vostri piccoli le abilità che naturalmente presentano nelle diverse fasi del loro sviluppo vi aiuterà a comprenderli meglio e a prendervene cura! Per cui try this at home, avanti tutta!