Buongiorno cari genitori! Continuiamo sul tema dell’alimentazione complementare. Vorrei parlarvi oggi del ferro, un nutriente davvero interessante e che non dobbiamo dimenticare, soprattutto nella delicata tappa che va dai 6 ai 12 mesi, in cui cominciamo ad introdurre l’alimentazione complementare.
Come ben sapete, dai 6 ai 12 mesi l’alimentazione principale dei nostri piccoli resta comunque il latte, ma il latte materno, così come la formula (di tipo 1 o di tipo 2 che scegliate di utilizzare) tende ad essere carente di ferro. È proprio questo infatti un periodo in cui i nostri piccoli sono più a rischio di sviluppare anemia, che a sua volta potrebbe provocare qualche difficoltà nella crescita.
A questo proposito vi ricordo anche che, mentre nei bambini senza fattori di rischio non è solitamente necessario integrare, in certi bambini, come ad esempio alcuni prematuri o con basso peso alla nascita, può essere necessario supplementare con ferro fin dai primi giorni di vita, il vostro pediatra saprà consigliarvi a riguardo.
In ogni caso, che sia necessaria o meno un’integrazione, è importante che con l’alimentazione complementare cerchiamo di fare un po’ di attenzione anche al ferro, offrendo cibi che ne contengono in quantità o nelle combinazioni adeguate per migliorare la sua biodisponibilità. Se i nostri piccoli impareranno fin dall’inizio ad accettare i cibi ricchi in ferro, saranno meno esposti al rischio di anemia anche durante il resto della loro infanzia e adolescenza.
COME INTRODUCIAMO IL FERRO NELLA DIETA
La prima cosa che voglio ricordare insieme a voi è che esistono due tipi di ferro negli alimenti:
– il ferro EME (si assorbe meglio, circa un 25% del Ferro introdotto viene assorbito), presente esclusivamente nei cibi di origine animale, viene più facilmente assorbito dal nostro corpo perché è già “confezionato” nel gruppo eme proprio come viene utilizzato nel nostro sangue per trasportare l’ossigeno.
– il ferro non EME (si assorbe peggio, circa un 5% del Ferro introdotto viene assorbito): presente principalmente negli alimenti di origine vegetale nella sua forma ferrosa o ferrica. Il suo assorbimento è condizionato da altri nutrienti. In particolare la vitamina C e il ferro eme stimolano il suo assorbimento, mentre il calcio e la fibra alimentare tendono ad inibirlo.
La funzione fondamentale del ferro nel nostro corpo è quella di formare il gruppo EME, una molecola chimica che consente all’emoglobina di trasportare l’ossigeno a tutto l’organismo, e alla mioglobina di immagazzinare l’ossigeno nei muscoli. I diversi processi attraverso cui questo scambio di ossigeno avviene è il tema di una interessante lezione di biochimica e fisiologia, ma credo che in questo ambito non sia necessario svilupparla. Invece, ho preparato queste pratiche tabelline perché possiate avere più o meno un’idea della quantità di ferro negli alimenti più comunemente utilizzati, e delle quantità che è necessario offrire a seconda del fabbisogno quotidiano dei vostri piccoli. Come vedrete, le necessità cambiano a seconda dell’età. Vi aggiungo un elenco più completo alla fine dell’articolo.


QUALCHE TIP PER AUMENTARE SENZA SFORZI LA QUANTITÀ DI FERRO
1. Accompagnamo cibi ricchi in ferro con altri ricchi di vitamina C. Ad esempio, dopo aver provato un alimento che ne contiene (es. broccoli, pomodoro, cavolfiore..), offriamo un frutto che presenti un alta qualità di vitamina C (arancia, mandarino, kiwi, fragole…).
2. Uniamo i cibi ricchi di ferro non eme con altri con ferro eme: cioè combiniamo nello stesso piatto ferro di origine vegetale con quello di origine animale. Ad esempio, potremmo aggiungere un po‘ di carne o di pesce alle lenticchie.
3. Evitiamo di accompagnare i cibi ricchi di ferro con altri che contengono elevate quantità di calcio (come i latticini) o di fibra (cibi composti da farine integrali, lenticchie, fagioli..). Questo è il motivo per cui lo yogurt per terminare un pasto non è sempre una buona idea.
ESEMPI PRATICI PER MAMME CHE NON HANNO TEMPO DA PERDERE
Prima di spiegare come offrirli, voglio ricordarvi una nota di importanza cruciale: la frutta secca non dovrebbe mai essere offerta intera ai bambini al di sotto dei 5 anni, per il rischio di soffocamento: va sempre tritata finemente. Inoltre, come avrete visto, non ho inserito gli spinaci per il rischio di metaemoglobinemia (ne abbiamo già parlato in questo articolo), meglio evitarli fino al primo anno di vita.
Ma veniamo a noi, ecco qui qualche esempio veramente facile: sia la carne che le uova possono essere offerte a partire dai 6 mesi, la carne ad esempio sotto forma di hamburger, idealmente combinandola con alcune verdure (qui potrete trovare una ricetta di polpette di pollo e verdure, che spiega ogni passaggio). I legumi possono essere offerti sotto forma di hummus, con qualche goccia di limone per fornire vitamina C, spalmati sul pane o anche sotto forma di hamburger (qui una ricetta gustosa di crocchette di quinoa e piselli e qui una di falafel al forno). Anche i gamberetti, che come vedete sono davvero ricchi di ferro, possono essere offerti a partire dai 6 mesi ad esempio sotto forma di patè, spalmati su un pezzo di pane.
Spero che questi semplici consigli vi aiutino ad ottimizzare l’introduzione di ferro in questa tappa delicata ed allo stesso tempo emozionante! Se avete qualche dubbio, come sempre, non esitate a scrivermi.. A presto!