Cari genitori,
come promesso, oggi parliamo di latte dopo l’anno di vita. Come abbiamo già detto nel post precedente, il latte materno o la formula continuano ad essere l’alimento principale durante il primo anno di vita, ma a partire dall’anno, i cibi diversi dal latte hanno la precedenza! La fase di scoperta del cibo è ancora in atto, ma sono già 6 mesi che il piccolo vi è entrato in contatto: complice il suo rapido sviluppo e le nuove competenze che ha acquisito, i pasti diventano sempre più simili a quelli dei bambini più grandi, pertanto potremo cominciare ad offrire il latte dopo aver mangiato!

QUALE LATTE?
– Il latte materno continua ad essere la prima scelta ed è consigliato al di sopra di qualsiasi altro latte, fino a 2 anni o più, sempre che la madre e il bambino lo desiderino (come già avevamo detto nell’altro post, lo raccomanda la OMS). A proposito, sapevate che la sua composizione cambia nel tempo? Qui trovate uno schema davvero carino proposto da uppa.it, che mostra come il latte materno sia davvero prodotto a misura di bambino: le concentrazioni di nutrienti cambiano e si adattano alle necessità del piccolo durante le diverse fasi del suo sviluppo!

– Se avete utilizzato la formula, a partire dai 12 mesi, possiamo introdurre il latte di mucca INTERO. Non esiste un protocollo su come dovremmo introdurlo: il cambiamento può essere realizzato in modo più o meno “soft” a seconda dall’adattamento del bambino.
– E i latti “di crescita”? Sto parlando di quei latti pensati per i bambini tra gli 1-3 anni: la loro composizione varia notevolmente a seconda delle diverse marche: non esiste una precisa regolamentazione in merito, a differenza delle formule di tipo 1, che come ricorderete dal post precedente, sono ipercontrollati. Come regola generale, questi latti NON SONO NECESSARI fintanto che il bambino segue una dieta equilibrata e varia (La EFSA, autorità europea per la sicurezza alimentare, in quest’articolo vi spiega perchè).
Anche se non necessari, il vantaggio di questi latti esiste:
- Meno quantità di proteine (2 g/100 ml, che è più vicino al latte umano rispetto al latte vaccino).
- Arricchiti in ferro e vitamina D (di solito molto più di qualsiasi normale latte vaccino)
- Alcuni contengono DHA (questo non è mai presente nel latte vaccino)
- Ricchi di grassi vegetali (con maggiore percentuale di grassi insaturi).
È importante però scegliere quelli senza zuccheri aggiunti (carboidrati 5-6 gr/100 ml circa) e che non contengano additivi come cereali, miele, biscotti, “frutta”, ecc. che rappresentano un notevole aumento delle calorie (dovrebbero aggirarsi intorno alle 60-70 Kcal/100 ml).
CHE QUANTITÀ?
Se manteniamo l’allattamento materno, 3-4 poppate al giorno sono sufficienti: può essere utile pensare al latte materno come ad uno spuntino all’interno della dieta del piccolo.
Per un bambino non allattato al seno dopo i 12 mesi si raccomandano 200-400 ml/die di latte vaccino INTERO non diluito se vengono consumati altri cibi di derivazione animale (uova, formaggi, pesce o carne) altrimenti la quantità raccomandata è un po’ più alta: 300-500 ml/die.
Per quanto riguarda i latticini, in un bimbo dai 12 mesi ai 9 anni: ne possiamo offrire 2-3 porzioni al giorno; a partire dai 9 fino ai 18 anni, 3-4 porzioni.

E LE BEVANDE VEGETALI?
La soia, un legume, è stata una delle prime piante a sostituire i latticini. Il latte o bevanda di soia, rispetto al latte vaccino, è più basso in carboidrati, grassi, proteine e presenta quantità insufficienti di calcio e B-12. Tuttavia, rispetto ad altre bevande a base vegetale, è una delle migliori fonti di tutti questi nutrienti ed è l’unico latte a base vegetale con livelli proteici simili al latte vaccino, e che possiamo quindi cominciare ad offrire a partire dall’anno. Pertanto se avete fatto una scelta vegana, optate per i latti di soia fortificati con vitamine e minerali chiave ed evitate gli zuccheri aggiunti. Inoltre a partire dai 6 mesi (solo in caso di diete vegane, per le vegetariane ben organizzate non è necessario) bisogna cominciare a supplementare con la B12. Ecco qui le dosi raccomandate per i nostri piccoli a seconda dell’età:
– 7 e 12 mesi: 0,5 mcg.
– 1-3 anni: 0,9 mcg.
– 4-8 anni: 1,2 mcg.
– 9 e 13 anni: 1,8 mcg.
– 14 e 18 anni: 2,4 mcg
In questo link troverete la quantità di gocce necessarie a seconda del prodotto che scegliete, in base alle diverse fasce d’età.

Il latte o bevanda d’avena, uno pseudo-grano, è a basso contenuto di grassi e proteine benefici, ma ha un profilo aminoacidico migliore rispetto ad altre bevande a base vegetale. Anche se la fibra dell’avena può giovare all’intestino, presenta un basso contenuto di calcio (sebbene sia spesso fortificata con calcio, vitamina D e vitamina B12) e contiene anche acido fitico, che può inibire l’assorbimento dei nutrienti.
Per quanto riguarda le bevande di riso, meglio evitarle al disotto dei 6 anni per gli alti quantitativi di arsenico.
In ogni caso, a partire dall’anno il latte non è più così essenziale come prima, e con una dieta ben pianificata, se il vostro bambino ve lo consente, potrete introdurre tutti i nutrienti necessari senza necessità di supplementare con latte vaccino o vegetale che sia!
Come sempre, la mia raccomandazione è di collaborare con il vostro pediatra, allergologo e/o nutrizionista pediatrico quando scegliete un’alternativa al latte vaccino che sia la migliore per il vostro piccolo.
Ed anche oggi spero di esservi stata d’aiuto! A presto!
