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FAQs SUL LATTE NEL PRIMO ANNO DI VITA

Cari genitori, 

oggi si parla di latti! In quanto mammiferi, i nostri piccoli nei primi 6 mesi di vita si nutrono esclusivamente di latte, per poi continuare ad assumerlo durante tutta l’infanzia, ed è quindi davvero importante avere almeno una bella infarinatura sull’argomento. Ho cercato di riassumere i principali dubbi che spesso vengono sollevati in ambulatorio, perchè possiate avere le idee più chiare in merito. Per non dare luogo a malintesi, specifico prima di cominciare che quando parlo di formula di tipo 1 mi riferisco al latte di inizio (tradizionalmente offerto da 0 a 6 mesi), mentre la formula di tipo 2 è il latte di continuazione (da 6 a 12 mesi). 

In questo post parleremo del latte nel primo anno di vita, mentre nei prossimi giorni preparerò il prossimo, sul latte a partire dall’anno di vita. Ma andiamo ad approfondire.. Pronti? Via!

1. Il latte materno è l’alimento migliore che potete offrire al vostro piccolo fin dalla nascita. I benefici per la madre ed il piccolo sono più che conosciuti e riconosciuti dalla scienza, non solo per il piccolo ma anche per la mamma: il passaggio di anticorpi, il vincolo madre-figlio, la migliore digeribilità, la minor incidenza di depressione materna postparto.. potremmo fare un post solo su questo. Il latte materno si adatta alle esigenze del bambino: il primo latte prodotto dalla mamma è il calostro, dura solo pochi giorni, è di color giallo biancastro ed è un vero e proprio concentrato di energia. La WHO raccomanda l’allattamento materno fino ai 2 anni di vita,  sempre che la mamma e il piccolo lo desiderino.

2. Se per qualche ragione si decide che non si offrirá il latte materno ma la formula, da 0 a 6 mesi va offerta quella di tipo 1 (di inizio). In entrambi i casi, che si tratti di allattamento materno o artificiale, l’allattamento deve essere a richiesta (il biberón ogni 3 ore, è infatti, retaggio di un calcolo di kcal che non corrisponde alle reali necessità dei nostri bimbi, ma a un’approssimazione, molte volte in eccesso, per essere sicuri che il bimbo cresca e non ci sia rischio di disidratazione). 

3. Sapevate che la formula artificiale si prepara con latte vaccino o caprino? La sua struttura viene modificata a diversi livelli, per farla assomigliare il più possibile al latte materno: si riduce il contenuto di proteine e si modificano i grassi, arricchendo con vitamine e minerali. È un latte molto completo che fornisce ai bambini tutti i nutrienti e l’energia di cui hanno bisogno per crescere. I suoi componenti e le sue caratteristiche sono stabiliti per legge, attraverso direttive europee, alle quali se volete potete dare un’occhiata qui

4. A partire dai 6 mesi, esistono due possibilità: continuare con il latte di tipo 1 con cui ci si è trovati bene durante i primi 6 mesi di vita, o passare a quello di tipo 2 (o di continuazione), che si può utilizzare fino all’ anno. E voi mi direte, ma il latte di tipo 2 non era mica per bambini da 6 a 12 mesi? Andiamo a vedere quali sono le principali differenze tra questi 2 tipi di formule: 

Formula di tipo 1 o di inizioFormula di tipo 2 o di continuazione
Nutrizionalmente completa. È la più simile al latte materno.Meno cara della tipo 1, perché la produzione è meno elaborata.
È creata e processata in modo tale da assomigliare il più possibile al latte materno, soprattutto in quanto a proteine. Contenuto di ferro più alto, più adatto a alla fase 6-12 mesi, quando anche il latte materno tende ad essere carente in ferro.
È regolamentata a livello europeoLa regolamentazione non è così rigida come per la tipo 1
Meno ricca in ferro, alcune possono contenere una quantità di ferro insufficiente per la fase 6-12 mesi (valutare a seconda della formula)Tendono a contenere più proteine, troppe rispetto a quelle che andrebbero offerte a questa età. Non tutti i latti di tipo 2 sono uguali (valutare a seconda della formula)
Tendono ad essere più careContenuto alto in zuccheri: saccarosio, fruttosio, miele.. Non tutte sono uguali (valutare a seconda della formula)

5. Quindi ai 6 mesi bisogna cambiare alla tipo 2? No, non è necessario. L’Associazione Americana di Pediatria raccomanda un unico tipo di latte tra 0 e 12 mesi. Addirittura, esistono alcuni paesi in cui esiste solo un tipo di latte da 0 a 12 mesi! Non è che sia dannoso cambiarla, semplicemente non apporta grandi vantaggi rispetto alla tipo 1. La formula di tipo 2 non assomiglia così tanto al latte materno come la tipo 1.

6. Riassumendo: sta a noi scegliere, a partire dei 6 mesi, a seconda dei pro e dei contra indicati qui sopra in tabella. Mi raccomando, se manteniamo la formula di tipo 1 diamo un’occhiata al contenuto di ferro (dev’essere superiore a 7mg/L o 0.7mg/ml). Se il pediatra vi ha consigliato nel vostro caso specifico o per qualche motivo personale preferite cambiare alla tipo 2, date un’occhiata alle proteine (che non siano superiori a 1.6 mg/100ml o a 2.5g/100kcal). 

7. Perchè siamo così attenti alle proteine? Diversi studi realizzati negli ultimi anni hanno dimostrato che un eccesso di proteine nel primo anno di vita sembra essere relazionato ad un’ accelerazione della crescita con un precoce adiposity rebound (cioè un eccessivo deposito di grasso prima dei 2 anni): un fattore predisponente allo sviluppo di obesità e delle complicanze ad essa correlate nel lungo termine (qui uno tra gli studi citati, se volete approfondire).  

8. Forse avrete sentito parlare delle formule a base di latte di capra: le normative europee ritengono che sia una buona alternativa alle formule di origine vaccino. Da un lato sembra essere maggiormente sostenibile per l’ambiente: le capre necessitano di meno spazio e sono soggette a meno trattamenti medici (ormoni, antibiotici..). Ed anche da un punto di vista nutrizionale queste formule risultano interessanti: la concentrazione di lattosio è minore, migliori attività probiotiche, acidi grassi a corta e media catena, alto contenuto di acido linoleico coniugato. Dal punto di vista invece di possibili allergie alle proteine del latte di mucca, non è da considerare come alternativa al latte a base vaccina. Sfortunatamente i bimbi che presentano allergia alle proteine del latte di mucca non trovano beneficio nelle formule a base di latte di capra.

9. Esiste un codice internazionale pubblicato dalla WHO (potete consultarlo qui), concordato a livello internazionale, che è stato scritto in risposta alle attività di marketing dell’industria dell’alimentazione infantile che promuovevano l’alimentazione artificiale rispetto all’allattamento al seno, la qual cosa a sua volta stava portando a drammatici aumenti della morbilità e mortalità materna e infantile. Alla base di questo codice c’è la convinzione che la salute dei bambini sia così importante che le normali regole che governano la concorrenza sul mercato e la pubblicità non dovrebbero applicarsi ai prodotti destinati all’alimentazione dei bambini, e pertanto impedisce che le formule di inizio vengano pubblicizzate deliberatamente. Nonostante ciò, tale concordato si riferisce solo al latte di tipo 1: le formule di tipo 2 possono essere pubblicizzate senza particolari limitazioni. 

10. Le necessità di calcio sono garantite con l’allattamento materno, con 4-5 poppate quotidiane. Il latte in formula le garantisce allo stesso modo se si offrono almeno 300 ml al giorno, quantità che solitamente si offre già a partire dalla prima settimana di vita.

11. Tra i 6 e i 12 mesi si comincia l’alimentazione complementare. Il latte materno o la formula continuano ad essere l’alimento principale fino all’anno di età, sempre a richiesta. Gli alimenti che si introducono non sostituiscono il latte, ma lo complementano! A proposito, sapete che quando iniziate l’autosvezzamento bisogna offrire sempre prima il latte e poi i cibi che volete introdurre?

12. Il latte di mucca si può cominciare ad offrire a partire dall’anno di vita. Prima può essere pericoloso perché contiene troppe proteine (più di 3g/100mL), basse quantità di ferro e può arrivare a produrre anche sanguinamento digestivo..), ma gli yogurt e i formaggi (e mi riferisco particolarmente a quelli freschi perchè quelli più stagionati sono più salati e grassi) si possono offrire già a partire dai 6-9 mesi di vita, purché in modo sicuro ed elaborati a partire da latte pastorizzato (il latte non pastorizzato puó contenere Listeria monocytogenes, che è causa di gravi infezioni nei lattanti, nelle donne incinta e negli anziani). Lo yogurt intero pastorizzato senza zuccheri aggiunti è la scelta migliore (per esempio quello greco). In ogni caso, non sono alimenti imprescindibili: a quest’età le necessità di calcio, fosforo, potassio, magnesio e vitamine A, B e D sono già garantite dal latte materno e artificiale. 

13. Secondo le direttive europee (European Network for Public Health Nutrition, EUNUTNET 2006), la quantità di latte richiesta per i bambini non allattati al seno a partire dai 6 mesi di età dovrebbe essere di almeno 280-500 ml/die di formula fortificata con ferro se vengono consumati regolarmente anche altri prodotti animali (come uovo, pesce e carne), e di 400-550ml/die se non vengono consumati altri prodotti di origine animale. Per quanto riguarda il latte materno, il quantitativo che un bambino può assumere è ad libitum. Solo a titolo indicativo, al fine dei calcoli nutrizionali, si considera per questa fascia di età un’assunzione media di 600 ml di latte materno al giorno.

14. Se siete vegane e per qualche motivo non allattate al seno, in Europa si raccomanda la formula idrolizzata di riso per i primi 6 mesi. È una formula sicura per i bambini in questa fase di crescita. Unico dettaglio non plant-based: attualmente tutte le formule vegane contengono vitamina D derivata da lanolina (cioè da lana di pecora). 

Vi ricordo infine che le bevande vegetali che troviamo nei supermercati o nei negozi di alimenti naturali (latte di soia, di riso, di mandorla etc..), non sono adatte per i lattanti e che in nessun caso vanno usati come sostituti del latte formulato o materno. 

E anche oggi ci fermiamo qui. Vi lascio questo prezioso link (cliccate su “scarica libretto”) dove potrete scaricare un documento utile e pratico della Società Italiana di Pediatria per confrontare i diversi tipi di formule in commercio, e valutare i nutrienti di cui abbiamo parlato. Spero davvero di esservi stata utile. Presto la seconda parte di questo post, sul latte a partire dal primo anno di vita.. A presto!

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