
Cari genitori, spero che stiate bene, vi ringrazio davvero per aver apprezzato l’ultimo argomento trattato (SIDS & tutto quello che c’è da sapere per prevenirla), mi sono arrivati diversi DM e sono entrata in contatto con alcuni di voi, cosa che mi ha fatto davvero piacere! Oggi parleremo di un tema un po’ più leggero, ma allo stesso tempo altrettanto utile.
Sicuramente avrete sentito spesso parlare della vitamina D, che sembra essere una panacea per tutti i mali. Viene citata dai media in relazione a diverse patologie come il diabete, la celiachia, i raffreddori, e chi più ne ha più ne metta! Addirittura l’abbiamo vista assumere un ruolo protettivo nei confronti del Covid, anche se poi tante certezze allo stato attuale non ce ne sono. Quello che è sicuro, almeno nei nostri piccoli, è che ormai da diversi anni si consiglia di supplementarla almeno nel primo anno di vita.
A volte in ambulatorio alcuni genitori con qualche anno di esperienza mi hanno chiesto perchè fosse necessario. La reazione tipica è: “davvero? da quando? Con l’altro mio piccolo non avevamo dato niente!”. Altri sono preoccupati perché gli sembra che le goccine di vitamina D aumentino le coliche, o altri ancora non l’hanno mai data perchè magari il pediatra si è dimenticato di prescriverla e sono dispiaciuti perché pensano che sia ormai troppo tardi per cominciarla. Come potete capire, un bel panorama di preoccupazioni!! Proprio per tutti questi motivi ho pensato che il blog potesse essere la giusta sede per approfondire.

PARTIAMO DALLE BASI, A COSA SERVE LA VITAMINA D?
Il termine “vitamina D” viene utilizzato per le due diverse forme che si trovano in natura: la D3 (colecalciferolo) sintetizzata da fonti animali, e la D2 (ergocalciferolo) dalle piante. Noi umani sintetizziamo la D3 nella pelle in risposta all’esposizione alla luce solare, mentre le vitamine D2 e D3 ci vengono fornite dagli alimenti, sebbene solo pochi ne contengano quantità significative.
È la principale responsabile della regolazione dei livelli di calcio e fosfato a livello renale, favorendone il riassorbimento a questo livello per ridurre le perdite attraverso l’urina, oltre a promuoverne l’assorbimento intestinale dagli alimenti. Favorisce il rimodellamento e la mineralizzazione dell’osso, essendo essenziale per lo sviluppo dello scheletro. Pensate che un bambino nel suo primo anno di vita aumenterà, in termini di lunghezza, del 50% rispetto ai valori della nascita, la velocità di crescita del suo scheletro in questo momento è di gran lunga la più rapida di tutta la sua vita!! Quando i livelli di vitamina D sono molto bassi può esserci un serio problema di crescita ossea: il rachitismo. Tale condizione non è una novità per la nostra specie, gli echi della sua presenza arrivano ai nostri giorni attraverso gli studi degli archeologi, e se avete voglia di fare un salto nel passato, questo bell’articolo del The Guardian è davvero di piacevole lettura.
Inoltre, ci sono sempre più evidenze dell’importanza che gioca nel corretto funzionamento del sistema immunitario. Molto si è discusso anche in pediatria in merito al suo ruolo protettivo contro diverse malattie dei nostri piccoli: faringotonsilliti, otiti, raffreddori, bronchiti.. Una recente revisione della letteratura sostiene che la sua carenza porti ad un maggior rischio per la bronchiolite grave, l’otite media acuta ricorrente e la tubercolosi.

PERCHÉ SAPPIAMO CHE MOLTI BAMBINI SONO A RISCHIO DI BASSI LIVELLI DI VITAMINA D?
Siccome la maggior parte della vitamina D viene prodotta grazie all’esposizione al sole, non è difficile immaginare il perchè. In termini di esposizione solare, sono sicura che il vostro pediatra vi abbia parlato degli effetti nocivi della luce solare diretta, soprattutto nei neonati e nei lattanti. Inoltre, la dieta di un bambino sotto i 6 mesi è esclusivamente latte, che non contiene la quantità sufficiente di vitamina D necessaria al piccolo per crescere adeguatamente. Pertanto, né in un modo né nell’altro stiamo fornendo la quantità adeguata di vitamina D. Il modo migliore per essere sicuri che il nostro piccolo ne stia assumendo la giusta dose è senza dubbio l’integrazione quotidiana.
Perché prima non se ne parlava ed ora si? Sempre perché la scienza si evolve e, come tutti i medici e gli scienziati, i pediatri modificano le loro raccomandazioni in base alle migliori evidenze scientifiche disponibili.
CHI, COME, QUANTO E FINO A QUANDO INTEGRIAMO?
1) NEL PRIMO ANNO DI VITA

Secondo il Consenso italiano del 2018 e l’Accademia Americana di Pediatria si consiglia di supplementare la vitamina D in tutti i neonati, a quelli che assumono latte artificiale e a quelli che allattano esclusivamente al seno. In caso di allattamento materno esclusivo, prolungheremo l’integrazione fino all’anno di vita. Nel caso di allattamento con fórmula, sarà necessaria fino a quando il piccolo non assuma un litro di latte al giorno.
La quantità che si raccomanda nel primo anno di vita è di 400 UI al giorno. Quante goccine? Dipende dalla concentrazione della soluzione che gli date, il vostro pediatra vi darà la dose corretta. A proposito, un dettaglio molto importante: va offerta direttamente in bocca! Non nel biberon, nè nelle orecchie, e ancor meno negli occhi… so che pensate che sia fuori di testa ma vi assicuro che là fuori succede di tutto!!
Se il vostro pediatra non ve l’ha prescritta e il vostro piccolo ha meno di un anno, potete cominciare a offrirla senza problemi a qualunque mese di vita (prima dei 12 ovviamente), alla stessa dose di 400 UI come gli altri bimbi, mantenendola fino all’anno di vita.
2) DOPO IL PRIMO ANNO DI VITA

Attualmente non esistono raccomandazioni rigide a riguardo. A partire dall’anno, per essere sicuri di garantire buoni livelli di vitamina D nel sangue, semplicemente stiamo attenti all’alimentazione, ecco un elenco di cibi ricchi di vitamina D: salmone, sardine, bevande di soia, latte vaccino, funghi, farina d’avena, formaggio, tuorlo d’uovo e olio di fegato di merluzzo. Altrettanto importante sarà esporre il nostro piccolo alla luce solare, sempre con la prudenza di evitare le ore più calde e con l’adeguata protezione!
Alcune linee guida dei paesi dell’Europa Centrale suggeriscono una profilassi con vitamina D (600-1.000 UI/die in base al peso corporeo) durante il periodo autunno invernale (settembre-aprile), o durante tutto l’anno se in estate non viene garantita una produzione cutanea sufficiente di vitamina D. Ma come vi dicevo appunto, queste raccomandazioni non sono né rigide né unanimi, per cui se il vostro bambino mangia bene e ha trascorso un’estate ricca di sole, potete stare tranquilli. Se avete dei dubbi, parlate con il pediatra che saprà consigliarvi al meglio, a seconda della vostra situazione.
Nel caso in cui ci sia qualche fattore di rischio di deficit di vitamina D (vi cito alcune condizioni possibili: insufficienza epatica o renale cronica; obesità; patologie che comportano malassorbimento intestinale; terapie a lungo termine con antiepilettici o corticosteroidi per via sistemica; farmaci antiretrovirali; antimicotici per via sistemica; immobilizzazione prolungata per paralisi cerebrale o malattie neuromuscolari; etnia non caucasica con elevata pigmentazione cutanea) vi consiglio di consultare il vostro pediatra perchè è molto probabile che sia necessario un piccolo aiuto. Se volete saperne di più potete dare un’occhiata a questo documento della Società Italiana di Pediatria.

LA VITAMINA D AUMENTA LE COLICHE DEL LATTANTE?
Molte famiglie hanno la sensazione che dopo la somministrazione di vitamina D il bambino sia più irritabile, pianga di più, abbia più gas addominale. Per quanto ne sappiamo, almeno nella scheda tecnica del medicinale, questi effetti collaterali non dovrebbero apparire. Ciò non significa che non avvenga nel modo più assoluto e sarebbe interessante avere più dati al riguardo.
È vero che l’età in cui si comincia la vitamina D è la stessa in cui cominciano le coliche, per cui è facile avere una percezione un po’ distorta a riguardo, non trovate? Se avete avuto questa sensazione, magari potreste provare a somministrarla di mattina, quando le coliche tendono ad essere un po’ meno frequenti rispetto alla sera.
E PER LE DONNE INCINTA E/O CHE STANNO ALLATTANDO?
Care mamme, anche voi siete una popolazione a rischio di ipovitaminosi se vi trovate in queste due condizioni! Infatti si raccomanda la supplementazione con vitamina D in tutte le donne gravide e/o che allattano. La dose consigliata in gravidanza e allattamento è di 600 UI al giorno.
Nelle mamme con fattori di rischio per deficit di vitamina D (elevata pigmentazione cutanea; ridotta esposizione alla luce solare; obesità; malassorbimento instestinale; adolescenza; precedente figlio affetto da rachitismo; assunzione di farmaci che interferiscono con il metabolismo della vitamina D; aumentato rischio di preclampsia) la dose quotidiana dovrebbe essere superiore, pari a 1.000-2.000 UI/die. Si comincia ad integrare all’inizio della gravidanza e si termina quando si smette di allattare.
IL TROPPO STROPPIA
Anche se è molto difficile arrivare ad una dosi tale da produrre un eccesso di vitamina D nel sangue (ipervitaminosi) tale da provocare un’intossicazione, dobbiamo sempre stare attenti ed offrire la giusta dose. La condizione di ipervitaminosi D genera ipercalcemia, che a sua volta può produrre letargia, inappetenza, vomito, stipsi. E se l’ipercalcemia è elevata c’è il rischio di complicanze anche gravi: aritmie, pancreatite, coma.. Non voglio spaventarvi, ma solo ricordarvi di avere cura di offrire la giusta dose, e non eccedere “perchè fa bene”!
TAKE HOME POINTS

- Supplementare in tutti i bambini, indipendentemente se sono nutriti con allattamento al seno o formula, dai primi giorni fino all’anno di vita. In caso di uso di formula quando il bambino prende 1 litro di latte al giorno si può smettere di integrare. Dose di 400UI/die.
- Dopo l’anno di vita al momento attuale nei bambini sani che mangiano bene e sono esposti al sole non c’è necessità di supplementazione.
- Elenco di cibi ricchi di vitamina D: salmone, sardine, bevande di soia, latte vaccino, funghi, farina d’avena, formaggio, tuorlo d’uovo e olio di fegato di merluzzo.
- Nelle mamme incinta o che allattano supplementare sempre. Dose di 1000-2000UI/die.
- La vitamina D non sembra che aumenti le coliche del lattante, per lo meno dagli studi effettuati fino ad oggi.
- Attenti a non eccedere con la dose quotidiana. Dare più vitamina di quella necessaria non moltiplica gli effetti benefici, anzi puó produrre ipercalcemia che può portare a gravi complicanze.