
È da qualche mese che avevo in forno questo riassuntino sulla dermatite atopica. Praticamente tutti i giorni in ambulatorio mi capita di vedere qualche bimbo con questa patologia. La preoccupazione è molta, non solo per la pelle secca, ma per il ventaglio di situazioni che si possono generare: lesioni cutanee, sovrainfezioni, eczema recidivante, prurito, irritabilità.
Mi è sembrato di percepire che in tante occasioni si è molto attenti a rilevare i primi arrossamenti, ma i piccoli trucchi del quotidiano per evitare le complicanze che questa patologia può produrre vengono spesso sottovalutati. Sono invece essenziali per evitare le complicanze e risparmiare tante piccole preoccupazioni, prevenire è sempre meglio che curare! Spero che possiate trovare in questo riassunto tante risposte alle vostre domande.. Pronti? Via!
CONOSCIAMO IL NEMICO
La dermatite atopica, detta anche eczema atopico, è la più comune malattia cronica della pelle dell’infanzia. È caratterizzata da prurito intenso e lesioni eczematose ricorrenti. Circa 1 bambino su 5 ne è affetto. I sintomi possono apparire a partire dai primi 2 mesi di vita. In generale, il 60% dei bambini comincia a presentarne i sintomi sotto l’anno di vita, ma solo il 10% continuerà ad averla dopo i 7 anni.

C’È UNA CAUSA?
Sembra che sia dovuta a problemi nella funzione di barriera della pelle, che diventa più sensibile a fattori esterni (disidratazione, grattamento, sostanze irritanti ed allergeni, virus, batteri..). La causa vera e propria non è nota sebbene sembra che la genetica giochi un ruolo importante.
QUALCHE INFO UTILE PER CAPIRE MEGLIO:
1. La parola “eczema” deriva dal greco ἔκζεμα, «ribollire». Rende l’idea no? È un modo di descrivere questo tipo di pelle, che è secca ed ha tendenza a desquamarsi, con prurito e arrossamento (infiammazione).
2. Ha un andamento altalenante, con periodi di remissione ed altri di recrudescenza. Esige quindi un trattamento di base, da applicare quotidianamente, ed un altro tipo di trattamento nei momenti di riacutizzazione in cui appare l’eczema, con pelle secca, arrossata e pruriginosa.
3. A volte può essere associata ad altre malattie allergiche (rinite, asma o sensibilizzazione all’uovo), ma non è sempre così. Il vostro pediatra si prenderà cura di capire se il vostro piccolo è affetto da questo tipo di patologie o si tratta di una dermatite atopica e niente più.

4. Più precocemente comincia a manifestarsi e più sono intense le manifestazioni cliniche, più è alta la probabilità che il piccolo sia allergico alle uova o alle proteine del latte vaccino. Parlatene con il vostro pediatra, che se lo ritiene necessario, vi indirizzerà all’allergologo per effettuare uno studio appropriato.
5. La prognosi è buona nonostante in alcuni casi alteri notevolmente la qualità della vita, se non viene data la terapia adeguata: a volte le condizioni della pelle del nostro piccolo possono rendergli difficile il sonno o causare stanchezza o irritabilità.
COME SI PRESENTA?
È caratterizzata da arrossamento cutaneo (infiammazione) di alcune zone della pelle, prurito intenso e pelle secca. Le zone colpite sono diverse a seconda dell’età dei piccoli:
– Nei neonati, l’eczema apparirà soprattutto sulle guance, anche se con il tempo si diffonderà alle braccia e al petto.
– Nei bimbi più grandi le placche di eczema si troveranno nelle pieghe cutanee, nella parte interna del gomito, dietro le ginocchia, ma anche sulle palpebre ed intorno alle labbra.
Ecco qui una bella immagine esemplificativa pubblicata su The Lancet, una rivista scientifica sempre al top:
COME RIDURRE AL MINIMO LE RECIDIVE:
Ecco alcuni semplici consigli che vi aiuteranno molto, se saprete metterli in pratica:
1. Evitiamo tutti i possibili triggers, ovvero fattori in grado di riacutizzare la malattia, che potrebbero avere un effetto sul nostro piccolo:
– Allergeni alimentari (per esempio l’uovo, nei bimbi che presentano allergia all’uovo). Importante: non eliminate nessun alimento dalla dieta senza che il pediatra/allergologo vi abbia dato istruzioni in tal senso, potrebbe essere controproducente o, semplicemente, inutile. A proposito, sapevate che nei bambini con genitori allergici, l’esposizione prenatale di cani o gatti e l’introduzione dello yogurt nel primo anno di vita sembrano proteggere da manifestazioni cliniche più gravi di dermatite atopica? Qui vi lascio l’articolo, per chi volesse approfondire il tema.
– Allergeni come gli acari della polvere, o altri allergeni ambientali. Le possibilità di sviluppare un’allergia sono più alte nei bimbi con questo tipo di pelle.
– Stress: è un fattore scatenante importante, soprattutto negli adolescenti. Pensiamoci soprattutto nei periodi in cui hanno esami, o se vivono qualche cambiamento improvviso nella loro vita.
– Ambienti secchi/condizionatori d’aria o riscaldamento ad aria calda peggiorano notevolmente le condizioni della pelle atopica. Per qualcuno potrebbe essere utile avere in casa un umidificatore d’aria.
– Vade retro anche profumi e saponi dai profumi intensi, di cui non conosciamo la composizione.

2. L’idratazione della pelle è la chiave. È stato dimostrato in diversi studi, che vi lascio in bibliografia. Utilizziamo creme/oli emollienti specifici per pelle atopica almeno 2 volte al giorno. Più la pelle è idratata, meno sarà secca e quindi si gratterà meno, e non entreremo nel solito circolo vizioso. Se non volete spendere molti soldi comprando creme costose in farmacia, sappiate che recentemente uno studio ha dimostrato che una buona ed economica alternativa è proprio la vaselina: sembra infatti essere la più conveniente per l’uso quotidiano.
3. No ai bagni lunghi. Preferiamo la doccia al bagno, e se proprio vogliamo bagno, che sia il più breve possibile (non più di 5-10 minuti, ed un solo bagno al giorno). Possiamo anche aggiungere all’acqua del bagno un olio idratante. Evitiamo l’acqua molto calda: meglio tiepida (30-33º).

4. Utilizziamo saponi d’avena o bagnoschiuma poco aggressivi come i Syndet (detergenti sintetici, saponi senza sapone che rispettano il pH di ogni pelle).
5. Idratiamo la pelle immediatamente dopo la doccia, quando è ancora umida, e per asciugarla, non strofiniamo con l’asciugamano, piuttosto tamponiamo delicatamente.
6. Preferiamo indumenti di cotone al 100%, evitando sintetici e lana (quest’ ultima soprattutto se è a diretto contatto con la pelle). Se possiamo tagliare le etichette dei vestiti ce ne saranno grati!
7. Sempre meglio optare per vestirli a cipolla, potendo eliminare strati nel caso di esercizio fisico/aumento di temperatura ambientale: il sudore può causare irritazione!!
8. Quando laviamo i vestiti, proviamo a eliminare l’ammorbidente, potrebbe trarne beneficio.
9. Ricordiamoci di tagliare bene le unghie: ridurremo così le lesioni da grattamento. Bisogna stare attenti alle sovrainfezioni: le ferite cutanee si infettano facilmente ed è comune dover ricorrere a creme antibiotiche.
10. In estate il mix spiaggia + esposizione al sole + bagno in mare + creme solari che copiosamente distribuirete sulla loro pelle sarà un vero toccasana!

E NELLA FASE ACUTA CHE SI FA?
1. In caso di prurito intenso: vi verrà prescritto dal pediatra o dal dermatologo un antistaminico orale adeguato all’età e al peso del vostro bambino.
2. Se appaiono placche di eczema arrossate (infiammazione), il pediatra vi dirà di cominciare ad applicare una crema o emulsione di corticosteroidi (antinfiammatori) una o due volte al giorno per un breve periodo di tempo. Non temiamo le creme steroidee, alle giuste dosi e senza abusarne non hanno effetti nocivi, sempre sotto supervisione del vostro pediatra. Non dimentichiamo che non trattare i sintomi peggiorerà anche la sua qualità di vita!
3. Esistono altri trattamenti per casi più complicati che hanno dimostrato una certa efficacia nel controllo dei sintomi come il Tacrolimus o il Pimecrolimus, anche se sono molto costosi e specifici per determinate situazioni, pertanto solitamente vengono prescritti dal dermatologo.
Spero che abbiate avuto la pazienza di arrivare fin qui 🙂 Se avete qualche dubbio, sapete dove trovarmi! A presto!
BIBLIOGRAFIA
https://www.aappublications.org/news/2019/04/09/dermatology040919
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27918774/
https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(19)32984-8/fulltext
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25282563/
https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/atopic-dermatitis-eczema/diagnosis-treatment/drc-20353279
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26377142/
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