Pochi giorni fa ho sentito un’amica dei tempi dell’università che vive con suo marito a Dubai da ormai diversi anni. Hanno avuto due bellissimi gemelli dei quali vedo spesso foto su Instagram, cosa che mi fa grande piacere. La tecnologia può avere i suoi difetti, ma vi devo ammettere che mi sembra magico poter restare in contatto in modo così facile e spontaneo con persone amiche che si sono incontrate lungo il cammino, non trovate?!
I loro bei gemelli hanno due anni, stanno crescendo forti e sani, ma, mi spiegava, uno dei due non la fa dormire, la sveglia spesso di notte e si addormenta solo stando al seno.

Non c’è settimana in cui in ambulatorio non affrontiamo il tema del sonno. So che l’argomento fa disperare, ma non sentitevi soli, per darvi un’idea della dimensione del problema: l’Accademia Americana di Pediatria stima che i problemi del sonno colpiscano dal 25 al 50% dei bambini ed il 40% degli adolescenti (1).. capite? Un bambino su due, è davvero tantissimo! Ho pensato dunque di fare un piccolo briefing su alcune cose che è importante che sappiate sul sonno dei vostri piccoli, cominciamo subito!
1. FISIOLOGIA DEL SONNO – OVVERO PERCHÈ QUANDO SI SVEGLIANO, TI SVEGLIANO
Nei bambini (aprox. dagli 0 ai 6 anni) i cicli di sonno durano circa un’ora (i nostri cicli sono di circa 3 ore), divisa tra sonno REM e non-REM in percentuale diversa a seconda dell’età che hanno (quanto più piccoli, più alta la percentuale di sonno REM).

Tra un ciclo di sonno e l’altro é normale che si verifichino dei microrisvegli. Noi adulti ci giriamo dall’altra parte e continuiamo a dormire senza neanche accorgerci, ma i bambini fanno fatica a riaddormentarsi da soli tra un ciclo e l’altro e quindi fanno di tutto per richiamare l’attenzione. La paura di svegliarsi ed essere lontani dai genitori è assolutamente normale, un retaggio di un meccanismo evolutivo, programmato dalla natura per proteggerli da potenziali predatori.

Inoltre, vorrei lanciarvi un altro spunto interessante. Lo studioso James J. McKenna (qui un’interessante intervista) ha dedicato tutta la sua vita allo studio del co-sleeping e bed-sharing, ponderando la sicurezza e l’efficacia di dormire nella stessa stanza bambini e genitori (2). Il co-sleeping e l’allattamento al seno sono sempre stati il modo normale di crescere i bambini; è solo con l’industrializzazione delle società, la medicalizzazione del parto e l’introduzione dell’allattamento artificiale che i bambini dormono separati dalle loro madri. Se praticamente la metà dei bambini nei paesi industrializzati soffre di disturbi del sonno, esiste dunque un conflitto tra la nostra cultura e le esigenze biologiche e psicosociali dei nostri piccoli.
Forse l’industrializzazione e con essa la necessità che gli adulti debbano ritornare al proprio posto di lavoro il più in fretta possibile, ha dettato le nuove abitudini del sonno che tanti disturbi generano nei bambini? A voi l’ardua sentenza! Siamo animali sociali, il “lusso” di dormire in una stanza solo per noi è relativamente recente, non ha più di cent’anni. Lascio aperto il dibattito.. capisco di essere polemica, ma credo che, anche se non ribalterà le nostre abitudini, porci questa domanda sia davvero interessante.

2. PERCHÈ IL SONNO È IMPORTANTE NEI BAMBINI?
Cari genitori, é vero o no che se il sonno non servisse a qualcosa, sarebbe un immenso spreco di tempo?! E ancor di più nello sviluppo delle giovani menti, il sonno gioca davvero un ruolo cruciale. Oltre ad avere un effetto diretto sulla felicità, la ricerca mostra che il sonno influisce sulla vigilanza e l’attenzione, sulle prestazioni cognitive, sull’umore, sulla resilienza, sull’acquisizione del vocabolario, sull’apprendimento e sulla memoria. Ha anche effetti importanti sulla crescita, specialmente nella prima infanzia. Nei bambini piccoli, il sonnellino sembra essere necessario per il consolidamento della memoria e lo sviluppo delle capacità motorie (3).

3. QUANTO DEVE DORMIRE?
Facciamo un breve inciso sul sonno del neonato, che è un discorso a parte. Il neonato (dalla nascita al mese di vita) dorme 16-17 ore al giorno: dopo ogni poppata, si addormenta. Se il vostro piccolo non dorme bene fin dai primi giorni dopo la nascita, vi ricordo che già durante la gravidanza esistono fattori che possono generare squilibri nel ritmo sonno veglia dei neonati (come ritardo di crescita, prematurità, preeclampsia, stress intensi e/o prolungati), così come durante il parto stesso (nel caso di parti difficili e traumi di vario tipo). Fin dalla nascita può presentare lunghi periodi di agitazione e pianto difficilmente consolabile;

in questo caso, prendersene cura risulta più complesso e sono necessari molti aiuti per aiutarlo a prendere sonno: coccolare, tenere in braccio, cantare ninne nanne.. sono tutte strategie che possono essere d’aiuto. Se invece il vostro bambino ha sempre dormito bene e all’improvviso è molto irritabile e piange in continuazione senza che ci sia modo di consolarlo, non si attacca più al seno o non vuole neanche avvicinarsi al biberón, consultate il vostro pediatra, potrebbe essere necessaria una visita.
Passiamo ora ai lattanti un po’ più grandi. Ecco qui una tabella dell’accademia americana di pediatria, come vedete sempre sul pezzo in tutto:

- Dai 4 ai 12 mesi di solito dormono da 12 a 16h: 10-12 di notte e 2-4 durante il giorno.
- Da 1 a 2 anni: ogni bambino dovrebbe dormire tra le 11 e le 14 ore al giorno. Tenete presente che se a 3 anni il sonnellino pomeridiano diventa una vera e propria battaglia in cui, alla fine, chi ne ha bisogno davvero siete voi, non insistete. Ascoltate i bisogni dei vostri piccoli, potrebbe essere il momento di rinunciare al sonnellino. È da questa età che i bambini iniziano a dormire tutta la notte senza svegliarsi.
- A 3-5 anni dormono dalle 10 alle 13 ore, alcuni ancora fanno il sonnellino, altri solo di notte.
- Tra i 6 e gli 12 anni hanno bisogno di 11-12 ore di sonno.
- A 10-12 anni, circa 10 ore.

4. COSA SI INTENDE PER “SLEEP REGRESSION”?
In generale chiamiamo sleep regression i momenti in cui un bambino che in generale presenta una buona routine del sonno, all’improvviso e durante un periodo che va da qualche giorno ad alcune settimane, comincia a dormire male: non riesce ad addormentarsi, si sveglia durante la notte.. Questo fenomeno tende ed associarsi ad alcune situazioni specifiche:

- La tappa in cui il bambino impara a muoversi in modo autonomo (gattonare e camminare) e nel periodo fino ai 18 mesi/2 anni in cui è molto presente l’ansia da separazione.
- La dentizione (di solito a partire dai 6 mesi).
- Alimentazione inadeguata (poco digeribile o troppo abbondante o troppo scarsa)
- Fattori stressanti (inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia, malattie, nascita di un fratellino/una sorellina, ripresa lavorativa della mamma o del papà, tensioni familiari, cambiamento nelle routine quotidiane, traslochi..)
- Sensibilità eccessiva ai rumori
- Sempre più importanza è data alle emissioni elettromagnetiche. Ancora non abbiamo risposte definitive dalla comunità scientifica, ma pare che alcuni bambini siano molto sensibili alle onde elettromagnetiche. Per sicurezza quindi, cerchiamo di evitare che dorma vicino alle fonti di tali onde (cordless, cellulari, tablet e wireless).
In tali circostanze bisogna portare pazienza, prima di tutto riconoscere la possibile causa della situazione attuale, e se è impossibile evitarla, abbondare con le coccole e con tutti i dettagli che fanno sentire il bambino amato: ascoltarlo, giocare con lui, dedicargli del tempo, semplicemente esserci. Oltre ovviamente ad attenersi ai pilastri dell’ingiene del sonno di cui vi parlerò tra poco. Se volete saperne di più sulle sleep regressions, vi consiglio di leggere questo divertente articolo del New York Times (4), che ripercorre la storia della loro “scoperta” nei primati e negli scimpanzé e mette in dubbio la loro veridicità.
5. QUALI SONO LE REGOLE D’ORO DA SEGUIRE PER NON PERDERE IL CONTROLLO DELLA SITUAZIONE? -ALIAS IGIENE DEL SONNO!!
In generale, se c’è una chiave nel meccanismo del sonno nei bambini è, senza dubbio, la ROUTINE. L’assenza di routine influisce addirittura sui risultati scolastici diminuendo la capacità di mantenere la concentrazione, influenza il controllo dell’umore e dell’impulsività, rendendoli più irritabili e aggressivi.

I nostri piccoli funzionano meglio con una routine: ne hanno bisogno. É importante avere un orario prestabilito per andare a letto, 20-20.30h per i più piccoli, un po’ più tardi per i più grandi. Una volta ingranato il ritmo, il loro corpo si adatta rapidamente e sono loro che chiedono di andare a letto all’ora pattuita. Il momento migliore per metterli a letto è quando hanno sonno, non quando stanno già dormendo, in tal modo imparano ad addormentarsi da soli.

Le ultime due ore della giornata dovrebbero essere belle, piacevoli. So che è difficile, ma dovremmo lasciare i problemi fuori casa non appena varchiamo la porta; i bambini vivono ignari delle nostre preoccupazioni, non è colpa loro. Prepariamo loro un bagno, la cena, parliamo di quello che è successo durante il giorno. Dopo cena, ci si lava i denti, di fa pipì e.. a nanna!
I più piccoli interpretano il momento del saluto dopo la buonanotte come una separazione, a volte dolorosa, dai genitori (che magari hanno lavorato tutto il giorno e li hanno visti solo per un’ora.. È normale che cerchino mille scuse, non lo fareste anche voi?). Cercate di mettervi al loro posto.. Raccontategli una storia! È un’abitudine sana e piacevole e dovrebbe far parte della routine quotidiana. Sapranno che non appena la storia sarà finita, mamma o papà lascerà la stanza fino al giorno successivo..e lo ricorderanno per tutta la vita.

Se con questa consolidata routine non avete ottenuto ancora che dormano da soli tutta la notte vi propongo qualche piccola regola che magari non state considerando, e che vengono considerate i pilastri dell’igiene del sonno:
- Mettetelo a letto sempre alla stessa ora. Non sgarrate, neanche di un quarto d’ora se potete.
- Nella stanza si dorme. Non si mangia, non si guarda la tele, non si gioca alla Wii. Fin da piccoli bisogna imparare che la cameretta è dove si riposa.
- Tutto nella stanza (la disposizione del letto, Il materasso, le lenzuola, le coperte, la persiana abbassata, la temperatura possibilmente un po’ più fresca rispetto a quella diurna) deve essere confortevole, pensato in modo da facilitare il sonno.
- Evitate di farlo dormire in un posto diverso dal letto. Papà può fare un pisolino sul divano, ma se vuole dormire, è meglio che lo faccia nel suo letto. L’ideale è che si addormenti sempre nella sua stanza.
- Se ha degli incubi, non portatelo nel vostro letto. Andate a dargli un bacio, consolatelo. Accorrete alla sua chiamata, ma fatelo riaddormentare nella sua cameretta.
- Non stancatelo eccessivamente, di solito non funziona, diventa anzi irrequieto e può essere ancor più difficile farlo addormentare (5).

Spero anche oggi che queste info vi siano state utili. Per chi avesse bisogno di informazioni più approfondite, vi consiglio il libro “Tutti a letto” di Alvaro Bilbao, che vi aiuterà a capire se c’è qualcosa di migliorabile nella vostra routine. Al prossimo post!
Bibliografia
(1) https://pedsinreview.aappublications.org/content/32/3/91.long
(3) https://www.sleepfoundation.org/children-and-sleep
(4) https://www.nytimes.com/2020/04/15/parenting/baby/sleep-regression.html
(5) https://www.sleepfoundation.org/children-and-sleep/sleep-strategies-kids
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